VENEZIA 73, cosa vedremo, cosa vedere

Posted by on Aug 30, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


 

di Mariella Dei

Venti film in concorso. Centinaia di titoli fra Proiezioni speciali, Orizzonti, Cinema in Giardino, Giornate della Critica e degli Autori. Venezia 73 al via a ritmo di musical, ma senza sfarzi e con meno Hollywood di quanto sembri sulla carta. Cuore e iniziative rivolti ai paesi terremotati. Ecco cosa aspettiamo dal 31 agosto al 10 settembre.

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Tutto pronto al Palabiennale per Venezia 73

 

Apertura nel “sogno del Musical”

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Ryan Gosling e Emma Stone in LA LA LAND

Emma Stone e Ryan Gosling nei panni di due aspiranti artisti alle prese con il lunario da sbarcare senza sacrificare i sogni, e con i sogni che modificano il loro rapporto quando cominciano a realizzarsi. LA LA LAND, film di apertura, è scritto e diretto dallo statunitense Damien Chazelle ed è un “omaggio alla stagione d’oro del musical a stelle e strisce, da “Un americano a Parigi” di Minnelli a “New York, New York” di Scorsese“. Emma Stone sarà regina del primo red carpet del Festival. E sullo schermo aspettiamo di vederla in un ruolo che sembra scritto per lei (già musa di Woody Allen e bambina prodigio cresciuta cantando e ballando sui palchi di Broadway). Lo stesso Ryan Gosling  (è lui che canta la canzone del trailer) rivela piacevolmente un inaspettato talento musicale. C’è anche John Legend: da voce di un brano capolavoro nella colonna sonora tarantiniana di “Django Unchained”, ad attore vero e proprio per Chazelle.

Gli Italiani

Due storie, la lievità pesante della gioventù. E un documentario, una ricerca (quasi alchemica) sul tema dell’immortalità attraverso storie reali, scovate negli angoli più impensati del mondo. I tre film italiani in concorso sono rappresentativi di questi due poli.

Giuseppe Piccioni in “Questi giorni” racconta “l’estate di passaggio” di un gruppo di studentesse che si affacciano all’Università in un paese di provincia, con un cast poderoso (Margherita Buy, Sergio Rubini, Filippo Timi, Maria Roveran, Marta Gastini, Caterina Le Caselle, Laura Adriani, Alessandro Averone, Mina Djukic) e ispirandosi ad un romanzo (mai dato alle stampe), “Color betulla giovane” di Marta Bertini. Il film è prodotto da 11 marzo, Publispei, Rai Cinema ed è distribuito da Bim , in sala dal 15 settembre.

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PIUMA di Roan Johnson prodotto da Sky Cinema

Piuma” di Roan Johnson segue le vicessitudini di una coppia di fidanzatini alle prese con una gravidanza inattesa a poche settimane dall’esame di maturità. Il  film è distribuito da Lucky Red e sarà nelle sale dal 20 settembre.

Spina Mirabilis” promette meraviglia: quattro storie, da quattro diversi continenti del mondo, tessute sui quattro elementi della natura: aria, acqua, terra e fuoco, “alla ricerca dell’immortalità”. Fra queste c’è anche quella dello scienziato giapponese Shin Kubota che studia la infinitesimale medusa immortale Turritopsis.  Gli autori sono due cineasti molto apprezzati nei circuiti italiani : Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, ormai specialisti del genere documentario. Il loro monumentale lavoro sarà in sala dal 22 settembre con I Wonder Pictures.

Fuori concorso e come evento speciale del Festival ci sarà anche “The Young Pope” di Paolo Sorrentino: il 3 settembre in prima mondiale la Sala Grande del Palazzo del Festival proietta le prime due puntate della serie (in onda su Sky Atlantic in autunno in cinque Paesi). Vedremo finalmente la prova di Jude Law, l’interprete del Giovane Papa Pio XIII Lenny Belardo (il primo pontefice americano della storia della Chiesa) che in questa produzione  Sky, HBO e Canal+ ha recitato accanto a Diane Keaton, Silvio Orlando, Scott Shepherd, Cécile de France, Javier Cámara, Ludivine Sagnier, Tony Bertorelli e da James Cromwell.

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TOMMASO di Kim Rossi Stuart

Noi seguiremo da vicino “Tommaso“, secondo film diretto da Kim Rossi Stuart (che in questa edizione del Festival è anche presidente della Giuria del Premio Venezia Opera Prima) e da lui interpretato assieme a Jasmine Trinca, Camilla Diana e Cristiana Capotondi. Fuori concorso, prima visione il 6 settembre. “Dopo una lunga relazione, Tommaso riesce a farsi lasciare da Chiara, la sua compagna. – rivela il regista sulla trama- Ora ad attenderlo pensa ci sia una sconfinata libertà e innumerevoli avventure. E’ un attore giovane, bello, gentile e romantico ma oscilla perennemente tra slanci e resistenze e presto si rende conto di essere libero solo di ripetere sempre lo stesso copione: insomma è una “bomba innescata” sulla strada delle donne che incontra. Le sue relazioni finiscono dolorosamente sempre nello stesso modo, tra inconfessabili pensieri e paure paralizzanti. Questa sua coazione a ripetere un giorno finalmente s’interrompe e intorno a sé si genera un vuoto assoluto. Tommaso ora è solo e non ha più scampo: deve affrontare quel momento del suo passato in cui tutto si è fermato“.

La ragaza del mondo

Una scena de “La ragazza del mondo”

Da segnalare altri due titoli:

Assalto al cielo” di Francesco Munzi, documentario che con le immagini dell’Istituto Luce ricostruisce gli Anni di Piombo (fuori concorso il 6 settembre). Si tratta di una serie di memorie, scritti, filmati, raccolti attorno alle bande ed ai gruppi organizzati che nella capitale e nelle altre città italiane progettavano la loro azione sovversiva e rivoluzionaria.

La ragazza del mondo” è l’ opera prima di Marco Danieli ( nella Settimana degli Autori il  7 settembre) ed è già dibattuto prima di essere stato proiettato: porta sullo schermo la storia di una ragazza innamorata di un uomo esterno alla comunità dei Testimoni di Geova a cui appartiene, motivo per cui si svilupperanno conflitti interiori e con il gruppo di cui fa parte. Con Sara Serraiocco, Michele Riondino e Marco Leonardi.

Terrence Malick  più grande dell’Universo

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Il regista statunitense Terrence Malick

Terrence Malick. Il regista più meticoloso, integerrimo, rigoroso e capace della più alta e poetica cinematografia che la storia del cinema racconti porta a Venezia il suo primo documentario, e il lavoro più ambizioso: “Voyage of time: Life’s journey”. Voci narranti sono Cate Blanchett (presente a Venezia) e Brad Pitt, le musiche sono di Ennio Morricone. Tema: la nascita e la morte dell’Universo. “Uno dei miei più grandi sogni”, lo definisce lo stesso Malick. In Sala Grande la prima mondiale si terrà il 7 settembre pomeriggio. Dimentichiamoci le sognanti panoramiche crepuscolari di “I giorni del Cielo” o i voli in dissolvenza di “To The Wonder”. Ci sarà probabilmente poesia, ma non sarà molto analogica. Novanta minuti di animazione digitale in 3D ad altissimi livelli affidati al genio di Dan Glass, il realizzatore degli effetti speciali di “The Matrix Reloaded”.

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un fotogramma di Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick

Il dispiegarsi dell’Universo avviene davanti ai vostri occhi, in questa esperienza per i sensi, mente e anima. Un travaglio di passione del regista” – Così è presentato il film nella press advisory Voyage of Time: Life’s Journey è un’esplorazione nel passato del nostro pianeta e una ricerca del posto dell’umanità nel futuro. Intriso dell’energia della natura stessa, il film mescola effetti speciali innovativi con scatti che evocano meraviglia realizzati in tutto il mondo, alla ricerca di ciò che dura, ciò che resiste, attraverso i mutevoli scenari del tempo. Che cosa significa, dopo tutto ciò, essere noi, qui, ora? L’azione traccia la cronologia scientifica della terra dalla nascita delle stelle all’esplosione della nuova vita, fino al debutto distruttivo del genere umano che ha alterato gli equilibri del pianeta. Malick invita il pubblico a sperimentare il passato, il presente e il futuro in modo intimo“.

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un fotogramma di Voyage of Time: Life’s Journey di Terrence Malick

Malick ha lavorato con una squadra di consulenti scientifici e di artisti degli effetti visivi capeggiati proprio da Dan Glass (“The Tree of Life”, Batman Begins”, “The Matrix Reloaded”, con l’obiettivo di ottenere il mai visto prima:  “Il film mostra una serie di fenomeni naturali mai visti- celesti e terrestri, macroscopici e microscopici,  in una varietà di modi nuovi. La superba geologia degli albori del pianeta. Le prime cellule, che crescono, si dividono, esplorano ogni nicchia che si apre a loro. L’arrivo di pesci, foreste, dinosauri, e la nostra specie con il suo bisogno di redenzione con tutto, tutto ciò si trasforma in un inno alla natura, alla vita, all’universo.”

Il film verrà distribuito in due distinti format: la versione di novanta minuti narrata da Cate Blanchett, e la versione IMAX, 45 minuti in schermo gigante per un pubblico di tutte le età, narrata da Brad Pitt.

             

Jacklyn Kennedy di Pablo Larrain

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Natalie Portman in “Jackie” di Pablo Larrain

Il cileno Pablo Larrain (che a Cannes 2016 ha piacevolmente impressionato la stampa mondiale con “Neruda”) porta a Venezia un’altra biografia.  “Jackie” fa un’incursione nella vita di Jacklyn Kennedy solo per pochi giorni: i quattro che precedono l’assassinio del marito, e quelli successivi che seguono la tragedia: ” Dopo che il suo presidente Kennedy viene assassinato – anticipa la sinossi – la First Lady combatte il dolore e il trauma per recuperare la sua fiducia, consolare i suoi figli, e definire l’eredità storico di suo marito“. Prova del fuoco per Natalie Portman nei panni della protagonista, che sarà presente al Lido.

Deserti e cannibali, fantascientifiche provocazioni e nuovi Western

Ecco giovani talenti, autori consolidati e sperimentalisti della settima arte che in concorso promettono originalità, provocazioni e innovazione narrativa già dalla sinossi.

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The Bad Batch di Ana Lili Amirpour: Jason Momoa e Suki Waterhouse eroi futuristici in un deserto di cannibali

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Ana Lily Airpour

The Bad Batch” è l’opera seconda di Ana Lily Amirpour, 36 anni, la regista di origini iraniane trapiantata a Los Angeles che qualche anno fa fece strabuzzare gli occhi e ‘entusiasmo della critica per un horror fuori da ogni schema, con protagonista una donna vampiro a Teheran ( “A Girl Walk Home Alone at Night“). E’ in corsa per il Leone d’Oro, anche questa volta lei stessa ha ideato, scritto e diretto con piglio indipendente la sua storia: futuristica, d’amore, di deserti e di cannibali. Presenta due protagonisti da copertine patinate: la modella Suki Waterhouse (testimonial di noti marchi di moda britannici), al debutto, e l’attore hawaiano Jason Momoa, noto agli appassionati della serie “Il trono di Spade“. Ci aspettiamo Keanu Reeves in un altro potenziale “cult cameo” dopo quello per Nicolas Winding Refn in “The Neon Demon“, e similmente lo stesso per  Jim Carey, Giovanni Ribisi, Diego Luna che si prestano a ruoli dai nomi evocativi. La sinossi:  “Arlen, (Suki Waterhouse), è una ragazza bandita dalla società assieme ad altri cento americani  e viene scaricata senza tante cerimonie in un deserto ostile confinato dal mondo civilizzato. Mentre sta errando esiliata nel deserto, viene catturata da un gruppo di selvaggi cannibali e subito si rende conto che dovrà combattere per la propria sopravvivenza in un mondo in cui l’uomo mangia l’uomo“. La pellicola promette “effetti visivi elettrizzanti, una colonna sonora da urlo e un cast stellare”. E un altro capitolo cinematografico “incategorizzabile” per la Amirpour. Lo vedremo il 6 settembre al Palabiennale, dove sarà presente di sicuro la stessa regista. 

 

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Amy Adams in “Arrival” di Denis Villeneuve

Arrival del canadese Denis Villeneuve (a Cannes 2015 acclamato con “Sicario“) si ispira al romanzo “Story of Your Life” di Ted Chiang, e promette spettacolo, suspence e provocazione . Si diverte a mescolare  fantascienza e linguistica. La sinossi: “Navicelle spaziali degli alieni atterrano sulla Terra: sono pacifiche o meno? Interviene un’esperta di linguistica (Amy Adams) per capire cosa c’è dietro quell’invasione. Mentre l’umanità vacilla sull’orlo di una guerra globale, la linguista e il suo gruppo affrontano una corsa contro il tempo in cerca di risposte – e per trovarle, lei farà una scelta che metterà a repentaglio la sua vita e, forse, anche quella del resto della razza umana“.  Con Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker e Michael Stuhlbarg.

 

Amy Adams è protagonista anche di Nocturnal Animals” di Tom Ford: stilista e guru della moda prestato alla settima arte, per Ford si tratta della sua seconda regia. Ha tratto la sceneggiatura da un romanzo di Austin Wright. Nella prima parte c’è “una donna (Amy Adams) che riceve un manoscritto dal suo ex marito, da cui è separata da vent’anni. La seconda racconta, invece, la storia di quel manoscritto con le tragiche disavventure di un uomo (Jake Gyllenhaal) in vacanza con la famiglia”.

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Una scena di “Brimstone”

Brimstone”, dell’olandese Martin Koolhoven, rivisita il genere Western: è una “storia sull’inferno terrestre. Liz (Dakota Fanning, sorella di Elle protagonista di “The Neon Demon” ndr) è una bellezza selvaggia, cuore sensibile e animo irruento. La perseguita Preacher (Guy Pearce), fanatico vendicativo e diabolico. Liz è un cuore puro, ma capace di sprigionare una forza terribile”.

El Cristo Ciego” di Christopher Murray ruota su un miracolo: “Michael crede di aver vissuto da bambino una rivelazione divina nel deserto del Cile. I vicini lo ritengono solo il folle del paese, “el Cristo”. Una sera un suo amico ha un incidente e Michael si mette in viaggio nel deserto convinto di poterlo curare con un miracolo”.

Il Classico non tramonta mai

In concorso non mancano film ispirati ad opere letterarie: rivisitate o pedissequamente ripercorse, a Venezia 73 mettono alla prova registi rodati e interpreti più o meno popolari.

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Michael Fassbender e Alicia Vikander nel poster de “La Luce sugli Oceani”

The light between oceans” (titolo italiano: “La luce sugli oceani”) dello statunitense Derek Cianfrance, è tratto dal romanzo di Stedman. Si annuncia come un film d’amore ammantato di melò, ambientato in un’isola australiana dopo la Prima guerra mondiale. Protagonisti Michael Fassbender e Alicia Vikander, coppia anche nella vita.  La sinossi: “Un guardiano del faro e sua moglie  vedono cambiare le loro vite quando il mare spinge fino a loro una barca con un morto e una neonata”. Per la Vikander è un ritorno a Venezia, fresca di Oscar come protagonista di “The Danish Girl” con cui si fece conoscere al Lido proprio l’anno scorso.

Une Vie” del francese Stephane Brizé (il regista de “La Legge del Mercato” che a Cannes 2015 premiò Vincent Lindon miglior attore) si rifà al romanzo omonimo di Maupassant. La sinossi: “Siamo in Normandia nel 1819. Quando torna a casa dopo il convento, Jeanne Le Perthuis des Vauds (Judith Chemla) è una giovane donna, troppo ingenua per capire la vita. Così sposa di slancio Julien Delamare (Jean-Pierre Darroussin), visconte locale che si rivela uomo avaro e infedele. A poco a poco le illusioni di Jeanne svaniranno e la donna si troverà costretta a crescere”.

Il filippino Lav Diaz si ispira liberamente a Tolstoj per “The Woman Who Left”: “è un’opera sull’esistenza umana e sulla domanda: “Dov’è la logica in tutto questo?”. Un film per trovare risposte che ogni uomo inquieto si pone”.

Al Lido con stile

Alcune perllicole più di altre si distinguono già dai primi fotogrammi per la loro peculiarità estetica e stilistica.

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“Franz” di Fracois Ozon

Spicca il bianco e nero nitido e il profilo appuntito di Pierre Niney, protagonista di “Frantz” del francese Francois Ozon.  E’ una storia d’amore in una cittadina tedesca subito dopo la Grande Guerra: “Anna (Paula Beer) si reca tutti i giorni sulla tomba del suo fidanzato, caduto al fronte in Francia. Un giorno, però, giunge un ragazzo francese che porta fiori sulla stessa tomba. Il misterioso giovane rivelerà lati sconosciuti della storia del promesso sposo perduto”.

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Paradise di Andrei Konchalovsky

In bianco e nero è anche “Paradise”, del russo Andrei Konchalovsky. E’ un lungometraggio sui destini di tre personaggi durante la Seconda guerra mondiale: “Olga, aristocratica russa che fa parte della Resistenza francese; Jules, collaborazionista francese; Helmut, ufficiale delle SS. Un film monito che fa sua la citazione di Jaspers: “Quello che è successo è un avvertimento. Deve essere ricordato”

 

Kusturica e la musa Monica Bellucci

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Monica Bellucci mentre gira una scena di “On the Milky Road” di Emir Kusturica

Emir Kusturiča ha regalato grandi pagine di genio, poesia, critica e antropologia balcanica nel corso dei passati festivals. E’ in gara con “On the Milky Road”e ha scelto come attrice protagonista un intramontabile Monica Bellucci. Il film diviso in tre parti narrative che raccontano “diversi periodi di un uomo (Kusturiča) e del suo Paese: la vita durante la guerra dei Balcani, l’amore per una donna (Monica Bellucci) tra i monti della Serbia, la decisione di farsi monaco alla morte dell’amata”.

Wim Wenders minimalista

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LES BEAUX JOURS D’ Aranjuez di Wim Wenders

Scenario e spazio narrativo minimalista per Wim Wenders, in concorso con  “Les Beaux Jours d’Aranjuez”. Tratto da una piece di Handke, il film racconta di “un uomo e una donna che condividono le loro idee sull’amore in una notte d’estate. La donna (Sophie Semin) e l’uomo (Reda Kateb) parlano di sesso, infanzia, ricordi e di cosa distingue maschi e femmine. Uno scrittore immagina il loro dialogo e inizia a scrivere“.

 SGUARDI INTORNO

El Ciudadano Ilustre”, di Mariano Cohn e Gastón Duprat scava nel cuore dei conflitti socio-culturali di un intellettuale: “Un premio Nobel per la letteratura, che vive in Europa da decenni, accetta un invito in Argentina per essere premiato. L’uomo ritroverà affetto e affinità, che ancora lo uniscono al suo popolo, come differenze inconciliabili che daranno vita ad un crescendo di violenza”.

La Region Salvaje” di Amat Escalante è una parabola sociale, che guarda al Messico: ” Una storia di innamoramenti e disillusioni in una città d’altura messicana. Verónica cerca il punto in cui cadde un meteorite che alterò la conformazione della zona. Allo stesso modo sarà lei ad alterare le vite di una giovane coppia”.

NICK CAVE E DAVID LYNCH

Non in concorso ma visibili nello stesso giorno (il 6 settembre) al Lido anche due opere dedicate l’una al rocker australiano, l’altra al visionario regista statunitense.

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Nick Cave in “One more time with feelings” di Andrew Dominik

One More Time With Feeling” di Andrew Dominik  racconta la nascita del nuovo disco di Nick Cave e The Bad Seeds, “Skeleton Trees“, il primo inciso dall’artista dopo la morte del figlio quindicenne l’anno scorso. Accompagna l’uscita del nuovo album che avverrà il 9 settembre a mezzanotte. Distribuito da Nexo Digital, sarà nelle sale italiane il 27 e 28 settembre, ma la prima visione al Lido è prevista nel pomeriggio del 6 settembre. “E’ prima di tutto un film-performance nel quale Nick Cave & The Bad Seeds interpretano per la prima volta le canzoni di Skeleton Tree” -spiega il regista, sperando che il documentario abbia la stessa fortuna di 20.000 giorni sulla terra, altro film su Nick Cave diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard, che due anni fa incassò oltre 4 milioni di dollari.

David Lynch: The Art Of Life” è un documentario di Jon Nguyen, Olivia Neergaard-Holm e Rick Barnes che presenta Venezia Classici: la prima visione sabato 4 settembre in Sala Casinò, poi proiezioni successive nei giorni seguenti. Sarà presente Jon Nguyen come co-regista e produttore, e descrive così il taglio dato alla monografia: “David Lynch ci porta in un viaggio intimo attraverso gli anni di formazione della sua vita. Dall’infanzia idilliaca in un piccolo villaggio americano, alle strade buie di Philadelphia, seguiamo Lynch mentre delinea gli eventi che lo hanno aiutato a forgiarsi come uno dei registi più enigmatici del cinema contemporaneo“.

MEL GIBSON e I MAGNIFICI SETTE

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Andrew Garfield in HR di Mel Gibson

Mel Gibson arriverà da regista e fuori concorso domenica 4 settembre  per raccontare nel suo lungometraggio Desmond Doss, il primo obiettore di coscienza della storia a ricevere una medaglia d’onore. “Hacksaw Ridge” è un film di guerra ed una storia vera.  Doss ha il volto di Andrew Garfield. Nel cast, in gran parte australiano, anche  Vince Vaughn, Teresa Palmer, Luke Bracey (tutti presenti a Venezia). La sinossi: “Desmond T. Doss, cresciuto secondo la fede degli avventisti del settimo giorno, si arruolò all’età di 23 anni diventando il primo obiettore di coscienza per essersi opposto all’uso di qualsiasi tipo di arma. Lavorò come medico e ricevette la medaglia d’onore per aver salvato 75 soldati durante la battaglia di Okinawa, nella Seconda Guerra Mondiale, senza mai utilizzare un’arma”.

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I Magnifici Sette di Antoine Fuqua

In chiusura arriveranno “I Magnifici Sette” di Antoine Fuqua: il rifacimento del celebre Western del 1960,  prima di approdare nelle sale italiane  il 22 settembre, sarà il momento clou sul quale calerà il sipario della 73esima edizione. Al posto di Yul Brinner e company, i fuorilegge sono divi degli anni Novanta e Duemila che al lido aspettano già in massa: Denzel Washington, Peter Sarsgaard, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Chris Pratt, Byung-Hun Lee, Manuel Garcia-Rulfo e Martin Sensmeier.

Mariella Dei