Rassina: la sala del Consiglio comunale di Castel Focognano intestata a Sergio Bianchini

Posted by on Jan 22, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Rassina, 19 gennaio 2015. La sala del Consiglio del Comune di Castel Focognano viene intitolata a Sergio Bianchini. A due anni esatti dalla scomparsa, un Consiglio comunale aperto ed una targa all’ingresso dell’aula commemorano l’uomo che per 22 anni ha guidato il paese da primo cittadino, e il politico che, saldo dal PCI al PD in tutte le fasi del partito, ha svolto un ruolo decisivo nello sviluppo del territorio. “Con impegno e dedizione. Un esempio di coerenza fra il dire e il fare”- ricorda la senatrice Donella Mattesini. “Era il nostro Napolitano: è l’istituzione ed il rispetto delle istituzioni”- lo salutano il sindaco Massimiliano Sestini e la Giunta comunale. Presente l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli: “Sergio era un uomo di squadra, il mio risultato lo sentiva anche suo e ancora oggi gliene sono grato”.

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Rassina- il Consiglio comunale intitola l’aula consiliare a Sergio Bianchini. 19 gennaio 2015

L’invito è partito dall’Amministrazione comunale: il sindaco di Castel Focognano Massimiliano Sestini e gli assessori hanno dato appuntamento in Comune a tutti i sindaci del Casentino, vecchi e nuovi, ai consiglieri, ai dipendenti.
Il corridoio all’ultimo piano del palazzo municipale in piazza Mazzini non riesce a contenere le persone intervenute per seguire il Consiglio comunale straordinario del 19 gennaio 2015. Alle 21, le luci della sala sono accese sui lavori che hanno un unico punto all’ordine del giorno: “l’intitolazione dell’aula del Consiglio a Sergio Bianchini“.

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Rassina, la targa all’ingresso dell’aula consiliare del Municipio. 19 gennaio 2015

Riconosco quasi tutti i volti che, due anni prima, erano al cimitero di Rassina a dare l’ultimo saluto a Sergio Bianchini: all’amico, al compagno di partito, al Sindaco a cui si sono rivolti tante volte, che hanno appoggiato, contrastato. Che hanno tutti rispettato. Un punto fermo per Rassina scomparso troppo in fretta. Scorgo l’ex sindaco di Poppi Graziano Agostini. il sindaco di Ortignano Raggiolo Ivano Versari. L’ex sindaco di Civitella Massimiliano Dindalini. Salutano i familiari, si fermano ad ascoltare sulla porta, quasi per timore di fare invasione nella sala che da ora in poi porterà quel nome carico di sigificato e di ricordi. Decine di persone si accalcano nella sala di aspetto. Dalle uniformi delle autorità militari di Rassina, ai distintivi delle associazioni, un variegato pubblico partecipa a questo momento istituzionale e collettivo pervaso, in tutto il suo svolgimento, da una commozione privata sincera.

Il sindaco Sestini dà inizio ai lavori. Dà parola all’assessore Christian Gambineri: l’idea dell’intitolazione è partita da lui. “La proposta è stata condivisa da tutta la Giunta, per ricordare prima di tutto un amico – dichiara. “Sergio Bianchini ha trascorso trentadue anni in questa aula, ventidue come primo cittadino. Questa sera il Consiglio Comunale rende onore così alla sua memoria“.

Il capogruppo di maggioranza Moreno Innocenti ricorda le qualità umane del Sindaco concittadino: “Parlare di Sergio è un orgoglio per me e per il gruppo che rappresento. Per i valori che ha espresso e portato nel suo percorso. Per la sua dedizione. Per la sua capacità di essere sempre al servizio di tutti, dal più umile al più illustre, sapendo dedicare ascolto a ciascuno.  Era presente ed attivo, dalle associazioni, alla vita politica. E’ un esempio di onestà, di politica di altri tempi. Ha onorato il suo ruolo e il lavoro che svolgeva, non ha mai pensato ad arricchirsi attraverso di essi

Il capogruppo di opposizione Giuliano Pietrini, mentre legge il suo pensiero, si interrompe. Una lunga pausa è necessaria per superare la commozione: “Per chi lo ha conosciuto rimarrà per sempre un esempio di correttezza. Sergio ed io avevamo un rapporto di amicizia e di stima reciproca. Ha guidato la nostra comunità nel periodo di sviluppo. Era degno di tutti gli incarichi che ha ricoperto. Ne meritava anche di più importanti, ma lui ha sempre dato la precedenza al territorio. Ricordo consigli comunali in cui ci sono stati scontri verbali anche forti, ma non è mai venuto meno il rispetto reciproco“.

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Il Sindaco Sergio Bianchini in una delle cerimonie pubbliche di Rassina davanti al Comune di Castel focognano. Foto Archivio Dei, 2003

Il vice sindaco Catia Bianchini è la nipote di Sergio. Ricopre da pochi mesi il suo primo incarico nell’esecutivo di Castel Focognano, votata nelle elezioni amministrative di maggio da moltissimi suoi concittadini. Ha raccolto con coraggio la sfida di portare avanti l’eredità dello zio, consapevole del peso del suo cognome e della responsabilità, animata dal senso civico e della passione politica. In Consiglio legge la lettera inviata dalla senatrice Donella Mattesini: Era un esempio di coerenza fra il dire e il fare. Cosa rara. -scrive la parlamentare del Pd, occupata a Roma ed impossibilitata ad essere presente- “E’ nato e cresciuto nel PCI ed è rimasto coerente, in prima linea, in tutte le fasi successive di trasformazione del partito, dal PDS ai DS, fino al PD. Con intelligenza, con onestà e con disponibilità. Aveva una capacità e volontà di ascolto rare, sosteneva le sue idee anche con toni accesi, ma in lui non c’era mai acredine. Era un sindaco, ma era uno di noi“.  La senatrice del Pd riporta aneddoti:

“L’ultimo ricordo che porto di lui è quello della Festa dell’Unità prima che si ammalasse, con il fisico imponente e la pannuccia, mentre serviva ai tavoli. Quando arrivai mi disse: “benvenuta, adesso andiamo a salutare i volontari in cucina, perchè senza di loro non ci sarebbe la festa”. Si dava da fare con tutti. L’ultimo incontro invece è stato nella sezione provinciale del partito. Voleva sapere come stavano andando le cose a Roma. Era preoccupato. Vedeva il distacco che cresceva fra i cittadini e le istituzioni. Lo scollamento sempre più profondo fra i partiti e i cittadini. Mi ripeteva che avremmo dovuto ascoltare di più. Riconosceva la difficoltà della gente. Mi mancano la sua etica, la sua coerenza e la sua passione”.

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Il Sindaco Sergio Bianchini in una delle cerimonie pubbliche di Rassina davanti al Comune di Castel focognano. Foto Archivio Dei, 2003

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Il Sindaco Sergio Bianchini in una delle cerimonie pubbliche di Rassina davanti al Comune di Castel focognano. Foto Archivio Dei, 2003

L’ultimo anno in cui Sergio Bianchini sedeva sullo scranno più alto dell’aula consiliare di Rassina era il 2004. Allora Vincenzo Ceccarelli era presidente della Provincia, e sarebbe stato riconfermato per la seconda legislatura. Con le loro fasce, tricolore ed azzurra, sono stati fianco a fianco in tante manifestazioni, inaugurazioni, incontri politici in Casentino e ad Arezzo. Oggi Ceccarelli è assessore alla Regione Toscana. Ha risposto all’invito del Comune di Castel Focognano con la propria presenza, sedendo fra il pubblico, e condividendo un ampio intervento. Ha avuto dimostrazioni di affetto profonde per il figlio e la moglie di Bianchini, Michele e Francesca. “Era un sindaco attaccatissimo al suo territorio. Era amico e compagno di partito. Abbiamo discusso per 25 anni delle problematiche della politica del Casentino. Aveva dedizione totale ed era al servizio delle persone. Le sue passioni: la Famiglia, il Comune, il Partito, il Circolo.  Ha ricoperto incarichi importanti al di là del Casentino, ma era ossessionato di portare un contributo alla sua gente, al suo territorio. Sergio merita questo ricordo per l’uomo che è stato e per ciò che ha dato.Ceccarelli offre un ritratto inedito di Bianchini: “Sembrava burbero, austero, ma era una persona gioiosa e spiritosa, era piacevolissimo starci assieme. Si poneva nel modo dovuto con tutti, dagli anziani ai ragazzi, dai più umili ai rappresentanti delle istituzioni più alte, dall’incontro con il Papa, ai comizi, che gli riuscivano bene”. L’ultimo ricordo: “A Bibbiena, in una riunione. Sergio era pieno di volantini e di manifesti. Era un uomo di squadra, aveva il senso del lavoro collettivo. Io stavo partendo per la Regione Toscana. Lui mi disse: “Io sono a disposizione. Un casentinese lì non c’era mai arrivato, tu ce la puoi fare e ce la farai”. Il mio risultato lo sentiva anche suo. Ancora oggi gliene sono grato“.

Paola Lanini riporta il pensiero del personale del Comune di Castel Focognano: “Sergio Bianchini era una persona eccezionale, nei suoi pregi e nei suoi difetti, ribadisco il suo attaccamento al suo ruolo istituzionale e la sua profonda dedizione. Come dipendenti dell’Ente, siamo felici che la Sala consiliare porti il suo nome“.

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Rassina (AR), Il sindaco Sestini e la giunta comunale di Castel Focognano inaugurano la targa della sala “Sergio Bianchini” alla presenza dei familiari. 19 gennaio 2015

Massimiliano Sestini, sindaco di Castel Focognano dallo scorso maggio, chiude la seduta del Consiglio straordinario discostandosi dal “protocollo del discorso scritto“. Rammentando un articolo della stampa estera, accosta Sergio Bianchini a Giorgio Napolitano: “In un’intervista chiedevano al nostro ex presidente della Repubblica come poteva essere un ex comunista e ora ricoprire quell’incarico. Lui rispose che era stato ed era ancora comunista, ma da quando il Ministro degli Interni lo aveva nominato era diventato solo un Uomo delle Istituzioni. Sergio era così: lui era l’istituzione e il rispetto delle istituzioni. Ma il suo non era conservatorismo. Nel suo operato c’era il succo del progressismo, nelle sue radici c’era il senso del riformismo, lo ha dimostrato già alla guida della Comunità Montana. Sono stati elementi che hanno sia insegnato che fatto discutere. Molti oggi sono qui grazie a lui, al suo senso civico e al suo senso politico“.Sestini, oggi quarantenne, incontrò Bianchini la prima volta qualche decennio fa, ad una festa dell’Unità: “Era un ottimo coordinatore, rimasi fulminato dalla sua capacità e se sono sindaco oggi è perchè mi sono ispirato a lui, grazie a quella serata“.

Prima che Michele Bianchini scopra la targa che porta il nome di suo padre all’ingresso della Sala, davanti a quel corridoio intasato dai concittadini e di persone che a Sergio volevano e vogliono bene, il sindaco Sestini congeda il pubblico dell’assemblea con una citazione che, ribadisce, lo fa pensare all’essenza di Sergio Bianchini. E’ una frase di Enrico Berlinguer: ” Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, possa essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita“.

Mariella Dei
Rassina, Comune di Castel Focognano, 19 gennaio 2015

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Sergio Bianchini (1953-2013) in una intervista nel 2002

Sergio Bianchini (28/04/1953 – 19/01/2013) nato e vissuto a Castel Focognano ha avuto una lunga esperienza di attività di amministratore locale e di impegni politici iniziata nel 1975. Da allora ha ricoperto numerosi incarichi negli enti locali e nelle varie articolazioni degli stessi sia in ambito casentinese che provinciale. Sindaco del comune di Castel Focognano per 22 anni, è stato amministratore della USL 21 del Casentino; assessore della Comunità Montana del Casentino con delega alle politiche sociali, sanitarie e giovanili; Presidente della LFI, Presidente Società della Salute del Casentino.
Nel 1992 è stato il promotore del gemellaggio tra Castel Focognano e il comune francese di Champcevinel .
Politicamente cresciuto nel PCI ha successivamente aderito alle varie fasi che hanno portato alla nascita del PDS, DS e del PD, nel cui ambito è stato componente dei vari organi locali e di zona.