Poggersona, il borgo medievale sul piviere di Socana

Posted by on Mar 19, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


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Poggersona (Ar), resti della Chiesa di S.Agata, origine bizantina

Un borgo, un castello, una chiesa consacrata al culto di S.Agata che già negli anni Settanta lo studioso Alberto Fatucchi annoverava, nei bollettini del Gruppo archeologico di Arezzo, fra le architetture sacre aretine scomparse. La nostra visita a Poggersona, frazione di Castel Focognano di rimpetto alla Torre di Bellavista di Rassina ed alla Pieve di Socana, risale al 2008-2009.

La ricerca documentaria delle torri longobarde del Casentino centrale, avviata con Casentino Nascosto assieme alla Società per la Storia di Castel Focogano, ci catapultò quasi per caso in questo villaggio in collina; capimmo subito che ci avrebbe riservato altre belle scoperte legate alle sue identità: a partire da quella contempranea, di paese popolato da una manciata di persone che vivono dentro un borgo del Medioevo riadattato al quotidiano.

Con Vittorio Vannini, presidente della Società per la Storia, cominciò la ricerca, fra le pietre degli edifici mutilati e risanati, della leggendaria chiesa di S. Agata, il monumento scomparso. Secondo le nostre conclusioni, coincide con una cantina, un fondo ampio e ripartito di un edificio privato che ai tempi della nostra visita era in fase di ristrutturazione.

Fondamentale, come sempre, è stata la guida degli abitanti locali: ci ha unito la stessa curiosità di voler capire meglio l’importanza del passato ricco che si portano appresso i ruderi desolati che loro o i loro padri hanno trovato e salvato dalla decadenza. E ci hanno mostrato gli edifici, brizzolati di pietre, che hanno ricostruito in tanti modi, e come potevano. Gli spazi abitati, prima di loro, da Etruschi, Romani, Bizantini, Longobardi. A pochi passi dal luogo sacro più importante della Toscana ai tempi dell’Etruria: Pieve a Socana.

Nel video seguente c’è la testimonianza che abbiamo raccolto di un borgo che è stato nel secolo scorso villaggio rurale.  Le immagini che abbiamo realizzato documentano che, accanto alle tracce della civiltà contadina mescolate ai comfort essenziali della modernità, esiste un patrimonio culturale ed archeologico variegato e diffuso, troppo superficiamente considerato “minore”, e, a nostro avviso, troppo peculiare per essere trascurato o lasciato decadere. L’augurio è che non succeda.

Buona visione.

Mariella Dei

 

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