Molina e gli antichi ponti da Stia al Mugello

Posted by on Dec 3, 2014 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


ponte gravina

il ponte sul Gravina, sentiero di Moriccia, fra Stia (Ar) e Londa (Fi)

Siamo sul territorio di confine fra Casentino e Mugello. Nelle carte geografiche è il tratto in cui le province di Arezzo e Firenze sono separate da una linea precisa e ben delineata, posta a cavallo fra i comuni di Pratovecchio-Stia e di Londa. Nella realtà è l’indefinito paesaggio rimescolato che caratterizza le zone periferiche di qualsiasi paese o città, “terra di mezzo” fra due Comuni: è campagna e bosco, pietra e acqua in cui ora l’intervento dell’uomo, ora lo spopolamento, ora il sopravvento della natura si alternano sul paesaggio come una sinfonia tormentata.

A renderlo unico territorio è l’antica via del Mugello, il tracciato che, prima della via della Calla e delle arterie del Novecento, univa il Casentino a Firenze. Nessuno, da tre secoli, l’ha più battuta, se non per caccia, pesca o cercar funghi. Eppure, ancora oggi, a tratti è visibile e percorribile a piedi.

La prima piccola ed emblematica curiosità che ci siamo trovati davanti è Molina: è un micro-complesso rurale, un po’ marginale all’estremità di Stia. I toponimi ce lo ricostruiscono come un “feudo” in cui non doveva mancare nulla: c’era il nucleo artigianale (Fornace), il mulino (Molinuzzo), e ampie distese che sostentavano i contadini e i pastori attorno al torrente parallelo all’Arno (Fosso de’ Prati), in cui oggi sorge il ponte di Molina ( di struttura novecentesca) ricostruito negli anni Quaranta dopo che l’originario fu distrutto durante la seconda guerra mondiale.

ponte Molina

il ponte di Molina, Stia, via del Mugello (Ar-Fi)

 Il ponte di Molina non è esteticamente mozzafiato: ordinario, di cemento, poggiante su grandi piloni. Ma ha una particolarità tutta sua: a seconda del lato dal quale ci si affaccia, il torrente che scorre sotto cambia nome: Genia ( o Genica) dal lato nord, Basilica dal lato sud. Eppure è lo stesso torrente, quello che tutti a Stia chiamano, appunto, Fosso de’ Prati. Come è possibile? La nostra indagine (che necessiterebbe ancora di approfondimenti ulteriori, che, sicuramente, non mancheranno) è partita da lì…

ponte sul Genia Stia

il ponte sul torrente Genia, Molina. Stia, via del Mugello ( Ar-Fi)

… per proseguire poi verso la nostra via del Mugello, che si dipana nei suoi ciottoli disconnessi, a volte come rotaie, proprio da Molina, dall’imbocco degli orti del signor Fernando Boschi, proprietario dal 1974. Con la stessa cura con cui li ha coltivati, ha ripulito con tutte le sue forze anche il primo bel ponte settecentesco dell’itinerario Molina/Molin di Bucchio/Moriccia/Caspriano/Londa. Lo chiama il ponte sul Genia e lo ha salvato dalla decadenza totale.

ponte sul Gravina

il ponte sul torrente Gravina, via del Mugello ( Ar-Fi)

Alle porte di Caspriano, poi, non finiremo mai di ammirare la bellezza e di preoccuparci per la stabilità (purtroppo sempre precaria) del ponte sul Gravina. E’ a metà strada fra Stia e Londa e gli ultimi interventi sono stati effettuati dal comune di Stia (diventato nel 2014 comune di Pratovecchio Stia). La visita fatta con Casentino Nascosto risale al 2011: è una piccola indagine del tracciato in cui abbiamo verificato che cosa si sta perdendo, ma anche conservando ( in quest’ultimo caso grazie alla sensibilità dei residenti ed all’impegno, più o meno costante, degli enti locali di riferimento) dei tanti tesori del patrimonio culturale collettivo che lì ruota attorno.

ponte sul Gravina 2

ponte sul torrente Gravian, particolare

 

Buona visione

Mariella Dei

Stia, via del Mugello

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