MATTEO INNOCENTI: il medico gioioso che ha conquistato Stoccolma

Posted by on Feb 26, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Venticinque anni, laureato in Medicina e Chirurgia a tempo di record e con il massimo dei voti, Matteo Innocenti da Pieve a Socana (Ar) ha ricevuto il riconoscimento dell’Università di Firenze come miglior studente della sua Facoltà. Al Karolinska Institute di Stoccolma dove si è formato ha conquistato tutti per la capacità, la simpatia, la versatilità. In Casentino (AR), dove fa tirocinio, racconta il suo amore per i silenzi della Natura e per la quotidianità del suo paese. “La mia ambizione? avere il sorriso e vederlo negli altri. In qualsiasi luogo sarò”.

di Mariella Dei

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Matteo Innocenti premiato dal Rettore all’Università di Firenze, febbraio 2015

Matteo Innocenti, 25 anni compiuti l’11 giugno, è un giovane medico che dal piccolo paese di Pieve a Socana (Castel Focognano, Ar) ha conseguito un primato che lo distingue in Italia: e’stato nel 2014 lo studente migliore della sua Facoltà (Medicina e Chirurgia dell’Univesità di Firenze), laureandosi, lo scorso 21 luglio, a tempo di record e a pieni voti.

Il 3 febbraio 2015 l’Università di Firenze lo ha festeggiato: il rettore Alberto Tesi gli ha consegnato, davanti all’intera comunità accademica, il riconoscimento  per “aver concluso gli studi più sollecitamente” rispetto ai suoi coetanei e “con la media ed i voti più alti“, come si legge nella motivazione. La cerimonia solenne si è svolta nell’Aula magna del Rettorato in piazza S.Marco, con grande soddisfazione per il brillante neo laureato. La tesi in chirurgia ortopedica (centodieci e lode) che ha discusso è stata presentata in un convegno dal suo professore, e tre suoi articoli sono stati inviati a Londra per essere pubblicati in riviste scientifiche.

Incontro Matteo Innocenti a Rassina, nello studio professionale dei genitori, Cristina e Massimo, conosciuti e stimati commercialisti. Ha un paio di ore di pausa, mentre sta facendo tirocinio in Casentino in due ambulatori: quello di un medico di base e quello di una pediatra.

Il giovane medico racconta un percorso straordinario con la comunicativa brillante e gioiosa di un poliedrico eternamente curioso. Si capisce subito che non ha paura di assecondare ciò che la sua viva intelligenza gli detta di fare. E’ pronto a mettersi in gioco, ad essere sempre sul campo, ad aprirsi alle esperienze.

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i maccheroni del dott. Innocenti, Stoccolma 2013

 

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con i colleghi

Grazie al progetto Erasmus, nel 2013, da laureando, ha svolto sei mesi di tirocinio in Svezia. Al Karolinska Institute di Stoccolma ogni anno c’è posto per un solo italiano. Dopo il superamento di un test, a decidere è una graduatoria nella quale Matteo è risultato al primo posto. Con simpatia e spirito goliardico demitizza: “Ci sono tante ore di buio e troppo freddo lassù. Di giorno ero in sala operatoria, la sera facevo la sfoglia ed insegnavo ai miei colleghi come fare i maccheroni“. In cucina è eccellente ed i suoi colleghi nordeuropei lo adorano. Prepara pasta e dolci, gli piace perchè lo rilassa. I suoi compagni di corso lo chiamano “Guru”. Ama fare mille cose. “Da ragazzino è stato anche portiere nella squadra del Bibbiena“- ricorda mamma Cristina- “Il calcio poi lo ha lasciato perchè determinato a finire presto gli studi per poter essere ciò che è diventato“.

Con serenità e naturalezza, Matteo Innocenti non sembra si curi troppo di aver conseguito in modo tanto strabiliante un risultato che -i dati del 2015 riportano, con percentuali sempre crescenti – gli studenti italiani non riescono a raggiungere nè nei tempi, nè con le capacità da lui dimostrate.

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con la sorella Diletta

Trovo appagamento nello studio. – spiega candidamente. “Durante gli anni di Università mi sono concentrato in quello che stavo studiando ed ho seguito il filo di ciò che mentalmente mi stimolava ed apprendevo. Come lo sport, è una gara, una scommessa con se stessi. Con la differenza che studiando si è soli, la competizione è con i propri limiti, e ci si mette in gioco individualmente ogni volta. Gli esami li ho sempre visti come la fine di un percorso, non come un traguardo e nemmeno come un obiettivo“.

Il giovane chirurgo ha un metodo di studio fuori da ogni schema: rifiuta il silenzio delle biblioteche, è alimentato dal viavai nella cucina a casa della nonna, e fa della distrazione virtù:

Amo avere persone intorno che fanno altre cose. Ho il mio modo di studiare. Anche per gli esami più “tosti”, che richiedavano tre o quattro mesi di studio quotidiano, mi interrompevo sempre una settimana prima della prova e mi distraevo totalmente. Non ho mai toccato libro alla vigilia di un esame. Del processo di apprendimento amo la “scintilla” che si accende quando comincio a leggere un libro, e quando riesco a percepire che un argomento comincio a conoscerlo e riesco a spiegarlo” -racconta con gli occhi che brillano. “Quando leggo sono entusiasta di tutto. La mia tesi è stata in chirurgia ortopedica, ma avrei potuto farla anche in altre cose“.

Nello specifico, si dice interessato alle nuove frontiere che si aprono in tema di protesi e microchirurgia.

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l’entrata del Karolinska institute a Stoccolma

A Stoccolma ho visto valorizzati in pieno il mio impegno e i miei sacrifici. Lì quello che dai ti viene reso. Non sempre in Italia è così.  – prosegue il dott. Innocenti.  “In Svezia il metodo di studio è più pragmatico. In Italia siamo più teorici. E su questo aspetto penso che siamo più avanti. Posso dire che per me è stato un vantaggio: i medici svedesi si meravigliavano dell’immediatezza di risposta alle domande. Per noi in Italia è consuetudine. Negli altri studenti una domanda astratta comportava difficoltà e una necessità di passare prima alla pratica. Anche i medici sono orientati verso questo tipo di approccio nella didattica e negli interventi. Però loro il valore degli altri lo riconoscono sempre. Ti valorizzano. Ti danno il giusto ruolo in base alle capacità che dimostri“.

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Matteo Innocenti con le amiche

Mentre fa tirocinio in Casentino, il neo-dottore continua ad avere contatti con il Centro traumatologico di Firenze. Lì ci sono opportunità di fare ricerche. Scrive articoli. “I miei ambiti sono la chirurgia ortopedica ma ho scritto anche sull’emofilia nei bambini. Sono pronto a mettermi in gioco, se necessario, anche uscendo dall’Italia. Mi piace però quello che sto facendo ora. Nello studio del dott. Grifagni, medico di base, sto perfezionando la capacità di gestire le situazioni da solo, accanto a me non c’è nessuno e quindi imparo. Nello studio della dottoressa Oddone ho l’opportunità di confrontarmi con una materia, la pediatria, che sentivo di aver marginalizzato nel mio percorso universitario, e l’ho voluta approfondire. Non è vero che in Italia si va avanti solo se hai conoscenze o raccomandazioni: impegnandosi si ottiene tutto ovunque. Se hai chiaro un obiettivo e lo persegui con determinazione tutti i giorni, ci riesci ad ottenerlo, o sicuramente ci vai molto vicino“.

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Veduta dal Poggio Maggio (Casentino, Ar), foto Innocenti

L’espressione di Matteo Innocenti diventa profonda e gli occhi si fanno affettuosi quando parla del suo paese e del Poggio Maggio, il colle prospiciente a Pieve a Socana. Nella frazione (che conta cento anime, un’ ara etrusca che il mondo invidia, una chiesa che in dieci secoli è stata tempio di tre popoli) vivono i suoi nonni e i suoi genitori. Lì è cresciuto con loro e con la sorella Diletta (laureata in Giurisprudenza, tirocinante proiettata in una carriera nella Magistratura), più grande di 23 mesi, che, dice mamma Cristina: “è la sua confidente, con lei ha un rapporto simbiotico“. A casa della nonna ha imparato la sensibilità per la Natura, pieno di meraviglia per quel colle che a primavera diventa giallo di ginestre (il “maggio”, nel dialetto casentinese). “Ogni volta che ha pensieri Matteo prende con sè il suo cane e cammina lassù” conferma la mamma. Lunghe passeggiate in silenzio per scaricare pensieri e costruire mondi immaginari, facendo de “l’Infinito” leopardiano un esercizio spirituale e rigenerativo.
Lui, in quel paesaggio immenso e privato, vede la poesia della vita. Va a trovarci il respiro animistico, esistenzialista, che cerca di trasmetterci citando un autore che ama:

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Matteo Innocenti con la maglia del Salutio Calcio

Quest’albero, respiro trèmulo di foglie nuove. Sono quest’albero. Albero, nuvola; domani libro o vento: il libro che leggo, il vento che bevo. Tutto fuori, vagabondo. […] La città è lontana. Muoio ogni attimo, io, e rinasco nuovo e senza ricordi: vivo e intero, non piú in me, ma in ogni cosa fuori”.
Adoro Pirandello, e ciò che scrive in “Uno, Nessuno, Centomila“. Conta lo spirito. E noi siamo fatti dall’ambiente in cui siamo. Dovremmo imparare dalle querce del Poggio Maggio: a loro non interessa chi le ha piantate, ma che abbiano ogni giorno la luce, il sole e che arrivi loro acqua per sopravvivere. E’ ciò che hai attorno che crea il punto, e non viceversa. Io sono legato alla terra. Per usare una metafora in tema, dico che i
pomodori già spiccati e maturi non mi interessano. Amo fare il solco e curare io la terra in cui vedo crescere la mia pianticella. Penso che questo si adatti bene anche per ciò che riguarda la mia professione“.

Un pezzo di corteccia del Poggio Maggio è diventato per lui un gioiello, un regalo che gli ha fatto la zia: dal giorno di discussione della tesi è l’amuleto che lo accompagna nel suo farsi strada nel mondo e nella professione. Il dottor Innocenti, dalla cima dell’ermo colle, guarda al futuro con prospettiva ampia: “Mi piace rimanere aperto a qualsiasi tipo di esperienza medica, anche fuori dall’Italia. L’importante è riuscire ad avere il sorriso“- conclude a proposito di ambizione personale- “indipendentemente dal luogo in cui sarò. Un medico deve essere felice di se stesso, e se lo è lui, il beneficio si estende anche ai suoi pazienti.

Mariella Dei

Castel Focognano (Ar), 25 febbraio 2015

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