Matteo Garrone: “non ho tradito l’anima di Basile”

Posted by on May 14, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


 

salma

Matteo Garrone, Salma Hayek, Vincent Cassel @photocall Cannes film festival 2015

di Mariella Dei

E’ il giorno di “Il Racconto dei Racconti” al Festival di Cannes. Sono le undici del mattino quando Matteo Garrone entra nella sala conferenze del Palazzo del Cinema. Un attimo prima si è fermato a sorridere davanti alla stampa italiana per concedersi agli scatti, nel corridoio disegnato dalle transenne, con molta serenità e visibilmente soddisfatto.  Un attimo prima è stato Vincent Cassel a sfilare ed a fermarsi davanti agli obiettivi, , e pochi passi dopo di loro  Salma Hayek:  l’attrice messicana e musa di Rodriguez ci ha insegnato che si può essere bellissimi, famosi e semplici e affabili allo stesso tempo. La più simpatica.

Il film del regista italiano ha realizzato una favola fantastica sulla base di un testo letterario di un autore che definisce “ancora tutto da scoprire e scandagliare”. Prosegue:  “Volevo dare al testo di Basile “una visibilità, una dimensione che fosse universale”- ha dichiarato Garrone accostando il nome del novellista napoletano a Shakespeare. “Credo di aver rispettato e di non aver tradito l’anima della sua opera”.

“Mi sono calata subito bene nel personaggio perchè ho avuto empatia verso di lei – ha esordito con calorosamente  Salma Hayek, che interpreta una regina disposta a tutto, fino al grottesco, pur di esaudire il suo desiderio di maternità. “E’  una donna ossessionata dal desiderio di avere bambini,  ne ho sentito la forza,  è stato naturale perchè penso sia qualcosa rispetto a cui tutte le donne e anche tutte le mamme possano avere un senso di comprensione o identificazione. Ho abuto molta compassione per lei”. Il  processo di identificazione per l’attrice messicana è stato semplice: “Sono partita da una manciata di sensazioni basiche e le ho messe a disposizione del progetto più ampio di Matteo”.

“In realtà il film, e l’opera letteraria, affrontano temi molto moderni, anche se trattati molti secoli fa”- ha spiegato Vincent Cassel,  voluto da Garrone nelle vesti di re – i personaggi di Basile sono così: padri che non accettano la crescita dei figli,  donne possedute e vittime delle proprie ossessioni,   solitudini che non sono poi così diverse da chi oggi vive nella mania dei  telefonini o nelle smanie di possesso e di successo.  Sono archetipi che parlano di sentimenti, stati d’animo, fragilità universali”.

Garrone spende parole di riconoscenza per  il suo co sceneggiatore: “Io e lui abbiamo già lavorato insieme,  di solito ci vediamo a Parigi e cominciamo a parlare delle scelte e delle scene, inizia a buttare giù delle idee e poi ne discutiamo insieme, dopo un lavoro lungo arriviamo anche a soluzioni che condividiamo. Mi spiace non ci possa essere lui qui con noi”.

Basile ha un sacco di materiale che varrebbe la pena di approfondire. Testi sulla metamorfosi, ricerche molto profonde sull’animo umano. Il mio desiderio è che il pubblico apprezzi il suo valore di letterato anche da un punto di vista emotivo.

 

Mariella Dei

@Festival di Cannes