La memoria e l’eredità di Craxi: primo incontro nella Biblioteca dei Socialisti in Casentino

Posted by on Jan 22, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


La figura di Bettino Craxi è stata rievocata nel quindicesimo anniversario della morte in una serata di studio e di dibattito nella sede della sezione socialista a Rassina (AR), dove dal 2006 sorge la Biblioteca storica dei Socialisti di Arezzo e il circolo che porta il nome dello statista. “E’ il primo incontro di un calendario di dibattiti a cadenza mensile -spiega il coordinatore Giancarlo Gambineri- organizzati assieme allo storico Luigi Armandi. Vogliamo valorizzare questo centro di cultura e vorremmo che diventasse raccolta della memoria socialista e comunista“.

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Rassina- La commemorazione di Craxi nella Biblioteca dei Socialisti, 19 gennaio 2015

Bettino Craxi, statista e leader del PSI, dà il nome al circolo socialista di Castel Focognano (AR). “Come vedrebbe la situazione attuale del partito socialista, della politica, dell’Italia e del panorama internazionale, quindici anni dopo la sua morte”? Si è chiesto Giancarlo Gambineri, coordinatore dei Socialisti del Casentino. Per capire e far capire come oggi si può rileggere Craxi e contestualizzare il periodo intenso della storia italiana che ambientò la sua decadenza, Gambineri ha invitato ed ha riunito a dibattito studiosi e compagni di partito. Li ha ospitati nei locali della sede del Circolo socialista di Rassina che dello Statista del PSI prende il nome, e che dal 2006 è anche la Bibiloteca storica dei Socialisti di Arezzo: raccoglie testi, scritti, documenti, cimeli, immagini, gadgets. Li hanno donati i socialisti di tutta la provincia e raccontano il partito nel territorio di Arezzo e oltre, dalla falce e martello al garofano rosso, fino alla rosa.

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Commemorazione di Bettino Craxi. Giancarlo Gambineri assieme ai relatori. Rassina, Biblioteca dei Socialisti, 19 gennaio 2015

Vorremmo da stasera, con cadenza mensile, utilizzare questa sede come luogo di dibattito” – spiega Gambineri di fronte ad un ritratto ad olio di Bettino donato da un artista locale, mentre sul tavolo sposta un vaso di grofani rossi per sistemare locandine d’epoca e due nuovi documenti: sono del 1924, il consigliere socialista Maestrini di Subbiano Capolona li ha rinvenuti negli archivi del suo municipio e glieli ha appena portati. “Assieme al prof. Luigi Armandi, storico e scrittore, abbiamo stilato un calendario con ospiti ed argomenti diversi“- prosegue Giancarlo Gambineri- “Vorremmo che la nostra Biblioteca si ponesse come centro culturale vivo e aperto ad iniziative. Ci piacerebbe che il suo valore culturale si estendesse a tutte le realtà che si riconoscono nel Socialismo e nel Comunismo nel senso più ampio“.

Un processo già in atto, visto che proprio di recente la raccolta si è arricchita di vecchie e rare pubblicazioni comuniste stampate in Russia, donate da cultori del PCI. Il materiale, non ancora catalogato, si aggiunge a documenti da recuperare conservati negli scaffali, in cartelle, fra tomi e fascicoli. Scritti ancora da scandagliare che sarebbero la delizia di qualsiasi storico o ricercatore.

Le menti socialiste che prendono parte alla serata vengono da ogni vallata e dalla città. Ci sono volti nuovi, vecchie conoscenze, anche ritorni. Ci sono quattro relatori che su Craxi hanno molto da raccontare. Ad avvicinarli tutti è una data che sentono in modo condiviso, quella dell’anniversario della scomparsa dello statista: il 19 gennaio 2015.

Graziano Cipriani, il primo dei relatori della serata, ricorda il viaggio che fece nel 2010 ad Hammamet con una delegazione casentinese per il decennale della morte di Craxi:

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Graziano Cipriani commemora Craxi, Rassina, 19 gennaio 2015

Volevo essere di persona di fronte alla tomba del cimitero cristiano della capitale tunisina, per rendere omaggio ad uno dei principali leaders del partito, e statista. Se la vicenda politica di Craxi è adesso in mano agli storici, dopo Tangentopoli, molte cose stanno cambiando nell’opinione pubblica e anche fra gli acerrimi nemici di Bettino. Oggi si fa largo un giudizio politico di grande considerazione per ciò che ha fatto negli anni in cui fu presidente del Consiglio. Anche Tangentopoli, a distanza di decenni, assume una nuova luce: molti dei finanziamenti illeciti che furono recriminati, nel luglio del 1992 venivano destinati a sostegno dei movimenti democratici che nel mondo si oppongono alle dittature: in Cile, a Gonzales in Spagna, a Soarez in Portogallo, a Papandreu in Grecia, a Solidarnosc. E anche nel mondo arabo. Un impegno poi pagato con le vicende di Sigonella e dell’Achille Lauro. Craxi fu anche inseguito e spiato quando era in esilio, come mi fu direttamente raccontato da lui, in un altro incontro precedente ad Hammamet. Noi qui, oggi, a Rassina ci ritroviamo anche con persone che negli anni sono state distanti, che hanno scelto diversi percorsi, ma la figura di Craxi ci ha in qualche modo riunito e riavvicinato“.

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Franco Acciai e la memoria di Craxi, Rassina, 19 gennaio 2015

In Europa adesso c’è bisogno dei Socialisti, come partito non solo come movimento“- sostiene il prof. Franco Acciai che prosegue:

La rievocazione di Craxi non può essere una commemorazione. Craxi ci ha insegnato due cose. La prima è la “rottamazione: con il Congresso di Torino e con l’alternativa “o socialista o comunista” mise fuori gioco tutta la vecchia classe dirigente. Aveva una elaborazione politica particolare, voleva rinnovare il partito dei socialisti, aveva capito le esigenze di una società che si stava modificando. La seconda fu riagganciarsi alle nostre origini: fu al tempo di Craxi che si ricominciò a parlare di Togliatti, di Garibaldi, si tornò a discutere su cosa fosse il Socialismo. Poi l’evoluzione degli eventi prese una piega fatale, nell’ultimo periodo i meccanismi si incepparono”.

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Luigi Armandi racconta Craxi, Rassina, 19 gennaio 2015

Secondo lo storico e scrittore Luigi Armandi, autore tre anni fa della Storia del Socialismo nella provincia di Arezzo, è dalle carte, dagli scritti, dagli atti che bisogna ripartire per rileggere Craxi e capire cosa stava succedendo davvero nell’ultimo periodo della sua vicenda umana e politica, e, in quegli anni, in Italia. Ha con sè l’ultimo libro pubblicato sullo statista: Bettino Craxi, io parlo e continuerò a parlare:

Ci sono scritti che ci aprono prospettive più ampie sul posto di Craxi nella storia, e nel mondo politico internazionale. La Fondazione Craxi, a Roma, conta circa centoottanta volumi. Anno dopo anno continuano ad uscire elementi di chiarezza, di verità. Massimo Pini, nel suo volume di due anni fa, ha parlato in maniera molto approfondita dell’uomo, e lo ha inquadrato, in modo nuovo, come l’ultimo che abbia difeso l’Italia a livello internazionale. Con Sigonella mise un punto fermo. Dette dignità ad un intero popolo. Vanno presi in considerazione anche altri atti. Ha rinnovato un partito, gli ha cambiato il suo simbolo, lo ha svecchiato per fare un riformismo all’altezza dei tempi“.

Il ricordo di Craxi che ho è quello di qualche mese prima che morisse” rievoca Roberto Maggi:

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Roberto Maggi racconta il suo incontro con Craxi, Rassina, 19 gennaio 2015

E’ una chiacchierata fatta con lui ad Hammamet, durata diverse ore. Lo vidi depurato da una delle critiche che gli muovevano contro, sia dentro che fuori dal suo partito, ovvero quella di essere una persona arrogante e di avere poca umanità. Ricordo che era estremamente lucido nel ripercorrere le vicende nazionali ed internazionali nonostante fosse provato dalla malattia e abbandonato da molte delle persone politiche che gli erano vicine. Ognuno di noi deve dire quel che pensa. Se vogliamo che il Socialismo possa germogliare ancora, dobbiamo salvaguardare il confronto, la discussione, anche la diversità, la dialettica all’interno del nostro partito. Mi rimane da capire bene se tutto ciò che è successo abbia avuto un’origine nazionale o se Craxi sia stato colpito da situazioni che travalicavano i confini italiani“.

Mariella Dei
Rassina, Biblioteca dei Socialisti di Arezzo, 19 gennaio 2015

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La sede della Biblioteca dei Socialisti di Arezzo a Rassina (Castel Focognano, AR)