Il canto solenne della Sera nel nome di Guido

Posted by on Nov 20, 2014 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


La preghiera del tramonto della liturgia cristiana diventa concerto in gregoriano nel progetto del maestro Angelo MafucciAd Vesperas et organum alternatim” unisce le voci della Schola Cantorum Guido d’Arezzo, da lui diretta,  con la musica d’organo di Alessandro Nardi. Il progetto, sponsorizzato da Chimet s.p.a., nasce sotto l’egida di Iter Musicum Guido Aretinus, nuova associazione culturale, ed è stato applaudito al suo esordio e nelle successive due esecuzioni nella Pieve e nella Cattedrale di Arezzo.

 

coro guido d'arezzo

La Schola cantorum Guido d’Arezzo, Pieve di S.Maria (Ar)

 

Il canto del Vespro, nella liturgia cattolica, è la preghiera della sera. E’ uno degli”uffici più importati nella pratica cristiana che fin dalle origini ha scandito la giornata con momenti di orazione per elevare sul piano del Sacro la temporalità del quotidiano. Il Vespro è considerato così importante che nel corso dei secoli la struttura della preghiera di questa particolare ora canonica è stata tante volte modificata e sono molteplici le varianti della sua espressione ed interpretazione.

Ad Arezzo il Vespro che è stato celebrato nella Pieve di Santa Maria Assunta, il 27 aprile 2014, da Mons. Alvaro Bardelli ha assunto il valore di un evento culturale oltre che religioso, grazie al lavoro del maestro Angelo Mafucci, ed alla bella interpretazione che il suo coro, la Schola Cantorum Guido d’Arezzo, ha eseguito con l’accompagnamento dell’organista Alessandro Nardi.

Il concerto liturgico proposto si chiama  Ad Vesperas et organum alternatimHa esordito il 6 aprile 2014 a Pozzo della Chiana ( Ar), per essere poi proposto ad Arezzo in due momenti: il 27 aprile, appunto, nella Pieve di Santa Maria Assunta, e il 31 maggio in Cattedrale. “Il concerto Ad Vesperas- spiega il maestro Mafucci- mette insieme Vespro e organo per arricchire di decoro, per dirla con papa Benedetto XVI, la liturgia. E’ articolato in canti scelti, pertinenti il tempo liturgico. Alla struttura tipica del Vespro- salmi, cantico e antifone, Magnificat- si aggiunge il Te Deum gregoriano, con strofe alternate affidate alle voci ed alla musica dell’ organo”. Il risultato è una veste magnificente, studiata per dare ancora più splendore al tessuto melodico.

Nel corso delle varie esecuzioni si è creato un momento religioso ed artistico di altissimo livello. Un crescendo fluido di spiritualità, intensità e raccoglimento a cui canto e musica hanno lasciato spazio per circa un’ora.

L’esordio del nuovo lavoro era già stato applaudito, come sopra accennato, a Pozzo della Chiana (Arezzo) il 6 aprile 2014: al debutto la Schola aveva animato la cerimonia liturgica  celebrata da Monsignor Luciano Giovannetti, vescovo emerito di Fiesole e presidente della Fondazione Giovanni Paolo secondo per il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo. Lo stesso Mons.Giovannetti è stato poi presente in Pieve, invitato d’eccezione, per celebrare la messa dopo i Vespri.

Angelo in Pieve

il maestro Angelo Mafucci, direttore della Schola cantorum Guido d’Arezzo

 Ad Vesperas è una novità tanto grande  e preziosa quanto lo è la ricerca che il maestro Mafucci porta avanti da sempre ad Arezzo, improntata verso il ritorno, in termini musicali, alle origini: da decenni l’allievo di Francesco Coradini educa e prepara i suoi cantori alla purezza e alla pienezza del Gregoriano, quel canto, profondo, articolato e magnificente che viaggia, vivo e universale attraverso i secoli, grazie al sistema a sette note di Guido d’Arezzo in cui è stato codificato. Della figura di Guido d’Arezzo Angelo Mafucci è anche profondo studioso e ricercatore.

Il Coro Schola Cantorum Guido d’Arezzo è sulla scena aretina da molti anni  e mette al centro della propria attività l”innovazione, l’aspirazione al perfezionarsi, la tradizione. Dal 2014 le uscite del coro sono patrocinate da Iter Musicum Guido Aretinus, una nuova associazione culturale nata con l’intenzione di valorizzare lo studio, la preparazione, l’interpretazione corale del canto gregoriano. Fa tesoro dell’esperienza che il maestro Mafucci ha maturato con i Piccoli cantori di Arezzo, con il Coro città di Arezzo e con il coro Guido Aretinus. Iter Musicum è anche Schola Cantorum, e si pone come notevole opportunità per la città e per l’intero territorio aretino, per forgiare professionisti: si prefigge infatti di dare gli strumenti e la preparazione necessari per la formazione di coristi, giovani aspiranti organisti e direttori di coro parrocchiali.

 

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il maestro Angelo Mafucci, Giada Santucci e Matteo Tavini con papa Benedetto XVI

Il gruppo di coristi che il maestro Mafucci sta preparando è  motivato, variegato e convincente. E’ composto da aretini, ma anche da cantori provenienti da varie parti dell’Italia centrale. Da segnalare i cantori solisti: Antonio Marcelli, Ivo Poccioni e i giovanissimi Giada Santucci e Matteo Tavini: questi ultimi due, quattordicenni dallo stile sobrio e composto e dalla voce cristallina, sono stati protagonisti molto apprezzati per il loro canto offerto a papa Benedetto sedicesimo nel corso della sua visita ad Arezzo nel maggio del 2012.

 

La ricchezza, la  magnificenza dei brani del concerto liturgico sono stati apprezzati sia dagli officianti che dai partecipanti al rito, che si sono detti emozionati e sentitamente coinvolti dalla profonda trascendenza e dalla raffinata musicalità di cui direttore e interpreti si sono fatti espressione. Qualità che hanno spinto Chimet s.p.a. a sponsorizzare il progetto.

 

 

Mariella Dei

Arezzo, pieve di Santa Maria Assunta.

Angelo Mafucci...ieri l'altro!!
Angelo Mafucci, entrato giovanissimo nel coro della Cattedrale di Arezzo diretto dal M° Francesco Coradini, ha fatto parte successivamente del Gruppo polifonico a lui intitolato e diretto da Fosco Corti.

Laureatosi in lettere moderne all’Università di Firenze, con tesi sulla cappella musicale del Duomo di Arezzo,  si è poi diplomato in canto al Conservatorio musicale “Tartini” di Trieste.

Insegnante di musica nella scuola media statale, ha frequentato nel contempo corsi internazionali di semiologia gregoriana a Cremona e di direzione corale a Trento, dando vita a varie formazioni corali (Piccoli Cantori di Arezzo, 1979. Coro misto S.Vittoria 1982. Coro misto Città di Arezzo, 1986. Coro misto S.Cecilia, 1989), con le quali ha partecipato a numerose manifestazioni anche internazionali, in Italia e all’estero.

Dal 1994 insegna musica e canto corale agli alunni della scuola elementare statale del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Arezzo, promovendo anche la nascita dell’Associazione Amici del Convitto  e della Schola Cantorum “Guido Aretinus” di cui è direttore artistico e  musicale.

Nel 1998 ha dato vita al Centro di Ricerca e Documentazione Musicisti Aretini, con lo scopo di valorizzare la cultura musicale aretina a partire da Guido d’Arezzo ad oggi.
I suoi studi e le sue ricerche in questo ambito hanno consentito il recupero di un consistente numero di opere ed alcune scoperte, fra le quali l’aver assegnato una patria, Arezzo appunto, all’abate  Crisostomo Rondini, musico olivetano del sec.XVI, rinvenendo anche una sua ignota opera polifonica, e soprattutto l’aver individuato, in un documento del 20 maggio 1033, l’autografo ed un nuovo scritto di Guido d’Arezzo, pubblicato nel primo numero dell’anno 2000 della Rivista Internazionale di Musica Sacra. Il suo recentissimo articolo sui primi venti anni della vita di Guido d’Arezzo, verrà pubblicato nel secondo numero del corrente anno 2003 della Rivista Internazionale di Musica Sacra, diretta da Giacomo Baroffio.

Pubblicazioni:

Guido d’Arezzo : les vingt première années de sa vie (tradotto in francese da Michelle Grainer)
Guido d’Arezzo  i  primi venti anni della sua vita