Gianni Ronconi racconta il suo paese “di giorno in giorno”

Posted by on Aug 18, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Non c’è bisogno di andare lontano per fare poesia, quando la poesia è dentro di noi: Gianni Ronconi lo ha dimostrato scattando una foto al giorno, dal 1 gennaio al 31 dicembre 2013, nel suo paese. Il libro è dedicato agli abitanti di Castel San Niccolò.

di Mariella Dei

1 luglio: a Spalanni

1 luglio: a Spalanni

E’ un inno al tempo e alla magia del quotidiano, un atto d’amore nei confronti del proprio paese e verso i suoi abitanti.  Gianni Ronconi non riesce a staccarsi da “2013. Di Giorno in Giorno“, anche se oggi,  a distanza di oltre tre anni dall’inizio del progetto, ha una raccolta nuova di zecca, appena terminata,  impaginata digitalmente, pronta da stampare sulla carta.

Con i suoi lavori fotografici Ronconi ci ha abituato alla poetica della semplicità. Racconta storie con le immagini che cattura per istinto. Così efficacemente che la sua passione personale si fa progetto e assume ogni volta coralità e valore universale. Lui stesso una volta chiamò il suo processo creativo un “salire dal basso”. Ci ha regalato pagine uniche di epos descrittivo: ritratti dei contadini e dei carbonai come icone, eroi del lavoro quotidiano e dalla fatica, di recente la gioia della musica nelle espressioni delle celebrazioni popolari, affreschi di vita  fuori e dentro le porte (provate a contarle!) delle case di pietra della sua terra di origine, il Casentino.

2013 dg (2)2013 DI Giorno IN Giorno è la maturità della sua ricerca ed è, come lo stesso autore conferma, un punto di svolta nella sua produzione. Per freschezza, immediatezza, per il taglio impressionista e quasi cinematografico della narrazione, e per una riflessione diversa dal solito sul tema “Tempo”, elemento che Ronconi ha assecondato, utilizzandolo in modo nuovo come filo conduttore del suo racconto, ma anche come misura del suo processo creativo: tutte le immagini sono state scattate dal 1 gennaio al 31 dicembre 2013.

Il progetto non è nato per caso, ce l’avevo in testa” -spiega- “Come avevo pianificato, il 1 gennaio 2013 sono uscito di casa, ho fatto un giro per Strada in Casentino e ho scattato la prima foto, catturando quello che avevo davanti e che incontrava la mia curiosità o sensibilità. 

Sono partito con l’idea di raccontare un anno nella vita del mio paese e di fissare su immagine attimi di vita dei miei compaesani di ogni età, momenti di lavoro o di tempo libero, momenti che sembrano semplici, senza importanza e significato, ma che invece ai miei occhi ne assumono perché sono sempre attimi irripetibili e particolari della nostra vita. 

L’ho fatto per la mia sfrenata e profonda passione per la fotografia – specifica- sfrenata perché quando ho in mano la macchina fotografica e vago a caccia di immagini che mi possono servire , per un progetto che ho in mente perdo anche la cognizione del tempo e pur di scattare attendo anche per un bel po’, fermo da qualche parte, il momento opportuno. Profonda perché sono ormai tanti anni che fotografo e ancora non mi è passata la voglia”.

L’incontro del mondo interiore del fotografo e il tempo della vita del suo paese hanno dato vita a quasi quattrocento scatti. Ronconi li ha assemblati suddividendoli per giorno e per stagioni. Li ha prima esposti in una mostra a Strada in Casentino. Sono raccolti nel libro-catalogo di cui lui stesso ha curato il progetto grafico. Ogni foto ha un breve titolo descrittivo, scelto dimostrando ora gusto poetico, ora commozione, oppure arguzia, o un affettuoso senso dell’umorismo nell’abbinare parole e immagini( e anche immagini con immagini) per forme, situazioni, giochi di parole. Alcune immagini hanno una storia significativa dietro o un aneddoto, retroscena che il fotografo ha riportato per scritto nella parte finale del volume. La parte iniziale invece ha contributi di varie autorevoli voci: Lorenzo Lori, l’imprenditore che ha sponsorizzato il progetto, Giorgio Trevisan, già sindaco di Castel San Niccolò, Alessandro Brezzi, direttore della Biblioteca Rilliana di Poppiil vescovo di Fiesole Monsignor Mario Meini, le poesie di Giorgio Sapegno “Rossoneve“.

9 giugno: ad Orgi giorno di festa

9 giugno: ad Orgi giorno di festa

 

“ERA UN RITORNO A CASA”

Ho fatto un viaggio attorno a casa mia” – semplifica così Ronconi, con modestia, il suo lavoro.  Ma il risultato parla di un’urgenza diversa. E’ una ricerca accuratissima del Bello e dell’ Ideale attraverso l’umano, il vario, il conosciuto.

3 ottobre: lazzaro e Leonetta

3 ottobre: lazzaro e Leonetta

Lo sguardo di Ronconi è di cronista e di poeta allo stesso tempo. Il suo è un osservare personale e coinvolto, ed è pieno di garbo e di attenzione, pieno di amore per questo piccolo universo antico e per tutti i suoi protagonisti. E non tralascia niente e nessuno. La Castel San Niccolò del libro restituisce un mondo puro e sicuro, solido nei ritmi precisi e nei rituali immobili, dove non esiste il caos, non stridono contrasti, e ognuno trova il suo posto con grazia sotto lo scorrere inesorabile della vita che chiamiamo Tempo. E’ un tempo fatto di tanti tempi diversi: dei singoli, dei gruppi, del lavoro e delle istituzioni, del sacro, della Natura, del rituale, della memoria, della contemplazione.

E poi c’è il tempo del libro. Scandito, domato, alleato e non nemico, piegato alla sicurezza del nido dove crescono i bimbi, dove i vecchi sono custodi e maestri,  i gesti creano oggetti o li riparano, e  il sacro e la spiritualità non sono separati alle situazioni terrene del quotidiano.

Fin dal principio.

E’ l’Ora della Preghiera“, la foto del 1 gennaio, raffigura in un’ottica centrale padre, madre e due bimbi di spalle che camminano verso l’ingresso della Pieve di Vado, la chiesa principale del paese nato dall’unione di cinque campanili. La struttura solida e simmetrica della chiesa colma i tre quarti del formato fotografico verticale. Vive lì, con tutta la sua storia,  quel preciso momento nel tempo.

Con lo stesso criterio, colti con la meraviglia che appartiene ai bimbi e ai poeti soltanto, seguono, pagina dopo pagina, altri “momenti magici”. Catturati con immediatezza, per sincronicità: persone, botteghe, mestieri. Incontri fatti per la strada, processioni, discussioni su partite o sui massimi sistemi. Nella piazza delle Logge del Grano, fra i monumenti, nei laboratori di Strada, nelle frazioni e nei pertugi. Vicino alle fonti e fra le fascine. Le emozioni rubate ai giovani innamorati, alle imprese degli adolescenti, ai giochi dei bimbi.

Ronconi li incastona nel rigore compositivo del suo bianco e nero dettagliato e li dispone nel filo di un grande racconto collettivo.

C’è chi si prepara a giocare la partita nel freddo gennaio, chi pota le piante del suo orto a marzo, chi celebra l’ultimo giorno di scuola a giugno.

Ci sono i personaggi, immortalati in splendidi ritratti, nel loro momento perfetto o nel lato più autentico o meno conosciuto (“Pasqualino“, “I Vecchioni di Cetica“,  “Pale“, “Sciamanna“, “Papageno“, “il mio medico“, “Vecchio stile“).

12 novembre:il ritorno della pecorella smarrita

12 novembre:il ritorno della pecorella smarrita

E non sempre i personaggi sono umani: “21 marzo, la pecorella smarrita” celebra il buon esito di Ronconi nel seguire la routine di un pastore maremmano ed una pecora che fanno coppia fissa, nel loro passeggiare avanti e indietro per il borgo dal Prato a Rifiglio.

Ci sono gatti alla finestra, incontri di ricci e di cani, caprette, asinelli. Il salvataggio di un rospo vicino ai bagni pubblici. Sorrisi di madri e bambini, le tenerezze dei nonni, il riposo, il passeggio, le piccole occupazioni giornaliere fra le Logge del Grano, le frazioni di Spalanni, Garliano, Valgianni, in evocative scene a campo largo che fanno respirare l’anima.

Ci sono immagini poetiche e “zen”, che contemplano allegria o raccoglimento, spensieratezza, concentrazione, dove un solo gesto, evento o composizione raccontano una storia intera ( “11 febbraio-la nevicata“, “14 giugno- attorno alle Logge“, o “Le Lastre” di un solitario e placido 11 ottobre).

Ci sono il 1 maggio con la noia del dopopranzo degli adolescenti e la musica del 25 aprile.

I riti, le processioni, le ricorrenze, le festività dello Stato e della Chiesa, le feste patronali.  Sono i “momenti fissi”, ma spogliati della retorica ( Il Presepe, La Rievocazione della Passione di Cristo, La Biennale della Pietra Lavorata).  Sempre attenzione alle festività religiose che danno identità, come  la Festa della Madonna Nera o la cerimonia all’oratorio di Orgi, piccolo edificio sacro dalla storia pre-cristiana leggendaria, restaurato e restituito a nuova vita nel 2008 dopo decenni di abbandono.

C’è la storia “grande” che ogni tanto  incrocia quella di tutti i giorni: “Laurinto, il reduce dalla Russia, “Giulio, il vecchio partigiano“, ma anche”26 luglio- L’aereo di Hinkler“: il  paese di Cetica  in festa per commemorare Bert Hinkler, pioniere  australiano dell’aviazione caduto in volo nel gennaio 1933,  lì vicino, mentre tentava di conquistare un record individuale ( i resti dispersi fra le vette del Pratomagno non sono stati mai completamente ritrovati).

C’è il passaggio del Giro d’Italia dalla porta del Castello del Landino di Borgo alla Collina, nell’anno in cui Vincenzo Nibali vince la prima Corsa Rosa. E il 4-2 della Fiorentina sulla Juve, così come il giorno dopo la vivono i tifosi viola in bottega.

12 maggio-: tifo olandese al giro d'Italia

12 maggio-: tifo olandese al giro d’Italia

Ci sono i soggetti cari a Ronconi e le figure ricorrenti nel suo immaginario: La Banda, la Pietra, il Carbone. Suore, Monaci, Parroci, i tabernacoli e le icone disseminate nei sentieri verso il Pratomagno, i piccoli gesti di preghiera e devozione. Le finestre e le porte (osservatele attentamente e divertitevi a scoprirne la funzione, il contesto o… ripeto, provate a contarle!).

Il risultato è un affresco completo, variegato, accurato ed autentico ed emozionante. E’ più di un diario, è un almanacco zen. E’ un percorso documentario, artistico, sentimentale, psicologico e antropologico insieme.

“Mi piaceva raffigurare i miei conterranei in un aspetto della loro vita autentica e genuina. – spiega l’autore nel libro- Cerco sempre di mettere in atto il pensiero di Henri Cartier Bresson: colpire il cuore, gli occhi e la mente, non so se ci riesco ma faccio del mio meglio. Prima ancora volevo rendere un omaggio alle genti delle mie parti e radunarli tutti insieme idealmente come fosse un album di famiglia, in modo da far loro apprezzare ancora di più la nostra comunità e il nostro territorio”.

Il valore sociale del progetto era già nelle sue intenzioni:

“Mi piacerebbe davvero che gli abitanti del mio paese fossero d’accordo con me sul fatto che è bellissimo vivere qui – conclude - che questo è il posto più bello del mondo, un posto semplice, ricolmo di rapporti e contatti umani come non se ne trova quasi più in altri luoghi, un posto dove si trovano ad ogni angolo motivi che ci divertono. ci commuovono, ci emozionano, momenti che ci trasmettono la gioia di vivere”.

Ed è anche un piacere per gli occhi, vista la qualità sia di esecuzione che di stampa fotografica: il bianco e nero è incisivo, la nitidezza che raggiunge la tecnica  è pregevole e indaga le rughe e le pieghe, esalta il candore delle luci e lo slancio delle linee, senza togliere morbidezza ai chiaroscuri e profondità alle ombre.

“Era un ritorno a casa -evocano le righe finali della copertina-  Sarebbe stato quello del figliol prodigo? No. Perché non era uscito per peccare. Era soltanto andato a cercare un altro fiato, a fare un pezzo di strada con una gioia accanto, e ora l’avrebbe raccontata“.

IL NUOVO PROGETTO

Il ritorno a casa di Ronconi è stato l’inizio di una nuova partenza, c’è già un nuovo  lavoro iconografico  del tutto terminato, sviluppato sull’ispirazione di “2013“.  E’ in fase di pre-stampa ed ha per il momento un titolo segreto. “Sono 260 foto in bianco e nero distribuite su 288 pagine – mi svela in anteprima Ronconi-  Sono sul modello di altri miei libri, tipo Casentinesi, o 2013, con una differenza. Si parte da una foto di un alba e ogni foto successiva è sempre conseguenza della foto precedente fino a finire in un’ altra alba e un nuovo inizio. Le foto sono state fatte moltissime in Casentino, ma anche a giro per l’Italia e pure qualcuna all’estero“. Dal suo smartphone mi mostra la prima immagine. “L’ho scattata a Romena -aggiunge-  durante la prima edizione di Naturalmente Pianoforte, durante il concerto che si svolge al sorgere del sole“. Il pubblico seduto sull’erba del prato prospiciente alla Pieve romanica è raccolto attorno al concertista mentre il cielo si rischiara. Sembra di ascoltare le note del pianoforte dialogare con il silenzio del mondo che dorme e impastarsi con i primi canti degli uccelli, e le emozioni mentre il buio diventa luce.  Nella stessa manifestazione che organizza il concerto, Ronconi si è aggirato, in una domenica estiva del 2016, tutto il pomeriggio assieme alla sua Reflex.

Se il mondo finisse e i terrestri del futuro volessero conoscerci nel nostro lato migliore, basterebbero i suoi libri.

Mariella Dei

21 ottobre: Fiorentina Juventus 4-2, il giorno dopo

21 ottobre: Fiorentina Juventus 4-2, il giorno dopo

 

 

Estratti da  2013 DI GIORNO IN GIORNO:

 

 

2013

Scorrendo le immagini ho sentito di fare un viaggio intenso in Casentino , ma è come se avessi visitato tutti i continenti della Terra. Ho passato in rassegna i tempi e le stagioni di un anno, ma è come se avessi rivissuto millenni di storia. Mi è sembrato di aver voluto bene a tutti i volti che mi si sono mostrati e mi è sembrato che anche loro, da quelle pagine, mi abbiano guardato con simpatia ed affetto. Mi è sembrato di aver incontrato l’umanità intera, mi è sembrato di essere stato accolto da tutti“.

Mons. Mario Meini,Vescovo di Fiesole

Gianni non mi aveva mai voluto dire nulla per molto tempo su questo ultimo lavoro fotografico. Spesso durante quell’anno gli chiedevo che cosa aveva in mente e mi rispondeva solo sorridente e mi diceva semplicemente “progetto tre sei nove” e non mi riusciva capire a che cosa si riferisse. Verso la fine di quell’anno ebbi un’intuizione e gli dissi, avendone subito conferma, che avevo scoperto il tema del suo progetto, che tre sei nove era la somma dei 365 giorni dell’anno più le quattro stagioni. Ora penso sinceramente che questo viaggio fotografico di Gianni sia davvero quello che più mi abbia coinvolto e commosso. E’ per questo che con grande piacere proseguo la collaborazione con l’amico Gianni, perché per me è motivo di grande soddisfazione aiutarlo a diffondere i suoi racconti fotografici“.

Lorenzo Lori, imprenditore, sponsor del progetto

“L’autore si mette sulla strada, gli piace stare sulla strada, vuole stare a contatto con i soggetti che mette a fuoco senza quelle mediazioni che un ambiente interno, domestico, inevitabilmente introdurrebbero. Una delle poche volte che ritrae un interno lo fa dalla strada e ne viene fuori, volontariamente o meno, uno straordinario scatto che richiama la pittura impressionistica (la foto è “quadro antico o vetro umido?” n.d.r.). La dimensione esterna e pubblica è lo scenario, assai spesso minimalista, sul quale si muovono uomini e donne, anziani e bambini, spesso anche animali: una poetica questa che qualcuno ha definito “on the road” o vicina all’arte povera, e che tale è , certamente, anche se si tratta di una poetica totalmente rifuggente dalla retorica“.

Alessandro Brezzi, direttore della Biblioteca Rilliana di Poppi

L’anno è finito, è terminata una stagione. Il terzo occhio di Gianni si ferma, ci sorride, ci guarda, e ci offre gli ultimi click del suo diario di immagini in cammino che dedica alle  sue dolci e graziose nipotine, figlie di quella terra che tanto ama.. Sono queste le ultime fotografie che nonno Gianni ci regala in questo insolito iconico almanacco, quasi a donarci un elisir di lunga vita che richiama la tradizione che riguarda il presente e guarda al futuro di  un popolo, di una gente, di una storia, di una cultura che continu a destare sentimenti ed emozioni, l’ultimo giorno dell’anno come il primo“.

Giorgio Trevisan, già sindaco di Castel San Niccolò

 

 

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