FRANCESCO PICCARDI: una scalata a ritmo di goal

Posted by on Dec 17, 2014 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Francesco Piccardi, 14 anni, da due stagioni nel calcio professionistico. Dal vivaio della Virtus Archiano (Soci, AR), al Campionato nazionale Giovanissimi con il Siena ed il Bologna, l’ascesa, le aspirazioni, le prospettive del giovane calciatore che continua a farsi onore dentro e fuori dai campi da gioco.
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Francesco Piccardi con la maglia del Bologna (2014)

Francesco Piccardi ha quattordici anni, l’aria intelligente e una maturità rara da trovare. Corre verso la porta per fare goal da due terzi della sua vita. Sta lavorando con impegno per realizzare quello che ha sempre risposto a chi gli chiedeva che cosa volesse fare da grande: “Il calciatore. Giocare in serie A“. A settembre è partito dal suo paese, Rassina (AR) per giocare da professionista nella squadra del Bologna. Ha esordito con la maglia numero sette il 12 ottobre scorso. Ha segnato subito. Uno dei quattro goals che hanno regalato alla compagine rosso blu la vittoria fuori casa, contro il Sassuolo, nella quinta giornata del campionato nazionale Giovanissimi. Francesco non ha mai contato quanti ne abbia realizzati da quando ha messo piede in un campo sportivo, nove anni fa. Ma i suoi tiri in porta (tutti con il piede sinistro), che gli “vengono così belli e così facili”, se li ricordano bene in tanti in Casentino. Gli hanno regalato le più grandi soddisfazioni nei sette anni con la Virtus Archiano (Soci, AR), gli hanno permesso, accanto alle altre sue qualità, l’ingresso nel calcio professionistico,due anni fa con il Siena, poco più che bambino.

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Francesco Piccardi con i genitori Barbara e Simone e la sorellina Laura

Francesco Piccardi ha talento puro, ma a renderlo più di una promessa del calcio, come si è soliti chiamare i giovani con le sue aspirazioni, è il fatto che finora è lui che ha mantenuto tutte le sue promesse, fuori e dentro i campi da gioco. Non gli sono nemmeno mai pesati quelli che per molti suoi coetanei sono “sacrifici”. L’esame di terza media, l’anno scorso, l’ha superato con i massimi voti e la lode dei professori. Ha avuto sempre una media scolastica altissima e con i numeri non ha problemi. Con la matematica, addirittura, “si diverte”, prende sempre dieci più. Nel capoluogo emiliano frequenta il primo anno dell’Istituto tecnico Aldini con lo stesso successo. Mangia e dorme in convitto, si allena, studia, e, quando può, torna a casa dai genitori Barbara e Simone, segue la sorellina Laura con la ginnastica artistica, trascorre più tempo che può con i nonni Gabriella e Mario, Teresa e Benito. Guarda le partite della Juventus con gli amici di sempre. Va avanti e indietro con il treno. Si sente sicuro della tecnica e della preparazione calcistica che ha maturato in Casentino. E’ tranquillo perchè il supporto e la saggezza della sua famiglia gli hanno dato la forza interiore e la solidità mentale. Dai suoi cari ha imparato a tenere leggero il volo e ben saldi i valori.

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Francesco e la maglia della sua Juve

Che Francesco avesse i numeri se ne sono accorti subito i genitori. La vocazione per il calcio però è arrivata per caso: “Francesco aveva cinque anni. Il calcio nemmeno gli piaceva- racconta mamma Barbara- però volevamo farlo giocare con altri bambini, e in Casentino il calcio è lo sport principale, è ottimo per socializzare, lo facevano tutti i suoi amici. Così quando a noi arrivò l’invito a partecipare ai corsi che si tenevano a Rassina, abbiamo provato a iscriverlo”. “Lui nemmeno sapeva cos’era un pallone. - ricorda papà Simone – Provò a dargli un calcio, e non lo ha più lasciato”.  Si creò subito un’affinità naturale. Aveva padronanza, velocità, e stile. Gli veniva istintivo andare a rete. “Ma soprattutto si divertiva.- continua il padre-  Ogni bambino poteva portare la maglietta che voleva da casa, e lui volle quella della Juventus, si affezionò a Del Piero. Iniziò a dire che voleva giocare in serie A come il suo idolo”. Era il 2005.

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Francesco Piccardi con Luciano Ristori, responsabile calcio settore giovanile Virtus Archiano ( Soci, AR)

Per sette anni quel talento scoperto per caso lo hanno coltivato gli addetti ai lavori del vivaio toscano della scuola calcio della Polisportiva Virtus Archiano, che nel 2013, l’anno di Francesco, ha visto tre dei suoi giovani under 15 piazzarsi in squadre professionistiche. Nei campi sportivi di Rassina e di Soci Francesco ha imparato a trasformare quel suo istinto per il goal, che era un divertimento, in tecnica. E’ cresciuto con Marco Bartolini, suo primo allenatore, e con il suo primo compagno di squadra, Marco Liguori. E’ sempre stato sotto l’ala protettrice di Luciano Ristori, responsabile della scuola calcio della società dilettantistica. Ristori ha sempre creduto che quel ragazzino sveglio e disciplinato avesse le carte giuste per farcela ad alti livelli e lo ha avvicinato presto ad esperienze maggiori. Francesco ha fatto i suoi primi provini con l’Empoli a sei anni. Nel 2010, due volte alla settimana, faceva prove nel vivaio toscano dell’Atalanta di “Margine Coperta” di Montecatini. Ogni volta gli osservatori lo segnalavano fra i migliori. “E’ sempre stato un ragazzino estroverso, socievole” – prosegue mamma Barbara- “sta bene in gruppo. Ama tutti gli sport, ama la velocità, la corsa campestre: ai Giochi della Gioventù vinceva sempre una medaglia da primo o secondo classificato. Ed è sempre andato bene a scuola. E’ determinato. Non ha mai voluto saltare un impegno. Quando capitava che piovesse, ed io avevo paura che giocando fuori si ammalasse, dovevo inventargli che l’allenatore aveva telefonato e rimandato gli allenamenti o la partita”.

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Francesco Piccardi con il trofeo Miglior giocatore, Torneo provinciale di Laterina, 2012

Il 2012 regala a Francesco grandi soddisfazioni: viene premiato come miglior calciatore al Torneo provinciale di Laterina e riceve il trofeo di migliore attaccante al Torneo di Santa Firmina ad Arezzo. A Soci, a maggio, viene premiato come migliore in campo nel Torneo Niccolini. Arriva la prima proposta di una società professionistica: il Siena Calcio lo vuole nella squadra dei Giovanissimi nazionali. Ma i genitori prendono tempo: “Prima finisci la terza media e poi decidi“.

A Siena Francesco ci arriva lo stesso, l’anno successivo.

A settembre 2013 la Virtus Archiano lo indirizza di nuovo verso la società che lo corteggiava. Nella stagione 2013-2014 Francesco gioca da titolare nei Giovanissimi nazionali del Siena. Con la maglia bianconera, con il numero undici, segna diciotto reti, mentre fa il pendolare fra Arezzo e Siena per gli allenamenti e studia per l’esame di terza media.

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Francesco Piccardi con la maglia del Siena, campionato Giovanissimi nazionali, 2013

 

La grande storia si incrocia poi con quella personale:  gli effetti della vicenda della Monte dei Paschi dilagano, la crisi della società sportiva senese si fa grave, la squadra seniores non viene iscritta in serie B. Il 12 luglio 2014 il Siena calcio fallisce. Ogni giocatore viene svincolato. Per tanti giovani atleti sembra concludersi un sogno e avanza per tutti la ricerca di altre possibilità. Per Francesco arrivano varie richieste: dall’Empoli, dalla Fiorentina, dal Cesena. “Ne siamo stati onorati- afferma babbo Simone- ma a noi interessava che per Francesco ci fossero garanzie precise, come il poter frequentare con agio la scuola superiore, la certezza che non venisse sacrificato il suo spazio per lo studio, evitargli di fare avanti e indietro, cosa non semplice abitando in Casentino“.

La proposta del Bologna Calcio, ufficializzata il 18 agosto 2014 e accettata dalla famiglia, ha conciliato il rispetto dei punti fermi dei genitori con le aspirazioni del quattordicenne. E Francesco ha preso il treno per il capoluogo emiliano.

Non è stato facile accettare la proposta, mettere nostro figlio di quattordici anni in mani che sono altre dalle nostre, affrontare la prospettiva di averlo così giovane da solo e lontano da casa“- conclude mamma Barbara- “ma è quello che desidera, ci sta dando tante soddisfazioni. Siamo con lui in questa avventura finchè lui vorrà portarla avanti“.

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Francesco Piccardi in azione con il Bologna, campionato Giovanissimi nazionali, 2014

Francesco si sta facendo onore. Per lui è stato solo una questione di cambiare colore di maglia. L’ 8 dicembre scorso è tornato a casa per passare il ponte dell’Immacolata con la famiglia, e c’è stato modo di incontrarlo e di fargli qualche domanda, poche ore prima che, ad Arezzo, ripartisse di nuovo con il treno per  Bologna. E’ reduce da una tonsillite che lo ha bloccato per una settimana, ma è tornato subito ad allenarsi.

Francesco, come è andata questa settimana?

E’ andata bene, mi sono allenato tutta la settimana, ho fatto anche una partita, che è andata abbastanza bene, mi sono trovato bene con la scuola, con i compagni e tutto.

Questa esperienza col Bologna è cominciata da poco, qualche mese fa. L’anno scorso c’è stato il Siena. La tua carriera professionistica possiamo dire che dura da un paio di anni. Come è iniziato il percorso?

E’ stata un po’ una sorpresa, perchè non sapevo di andare in questa società. Però quando sono arrivato a Siena mi sono trovato bene subito, mi sono ambientato, ho fatto un bell’anno con la squadra e i compagni e poi quest anno dopo il fallimento sono andato a Bologna e mi sono trovato bene anche là.

Cosa ti piace di questa nuova realtà in cui stai vivendo ora?

Il gruppo, l’ambiente, perchè quello di Bologna è un bel centro sportivo, e anche come è strutturato il convitto, e sto bene con i miei compagni di stanza.

Com’è una tua giornata tipo?

Mi alzo la mattina per le sette, mi cambio, prendo l’autobus e vado a scuola; tre giorni esco alle tredici, tre giorni alle quattordici. Quando esco alle quattordici mangio i panini e vado direttamente all’allenamento, mentre quando esco alle tredici torno in convitto, mangio, prendo l’autobus, vado in Stazione, vado in allenamento. Dopo l’allenamento torno, mangio, studio e poi vado a letto.

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Francesco con la Virtus Archiano, Trofeo Niccolini (Soci Ar)

Hai avuto modo di rivedere i tuoi ex compagni della Virtus e i ragazzi con cui ti sei allenato per tanti anni in Casentino?

Sì, quando torno spesso mi ritrovo con tutti, sono amicizie rimaste quindi mi fa piacere ritrovarli.

Loro cosa ti dicono, e tu cosa dici a loro?

Mi chiedono sempre come va, come sta andando, se faccio sempre gol… e anch’io mi interesso di come sta andando a loro, e come va la loro squadra.

Tecnicamente, il ruolo in cui sei inserito nel Bologna è quello ottimale per te, è quello che ti aspettavi?

Il ruolo sì, è quello che mi aspettavo, e in cui speravo di giocare, perchè sembra quello giusto per me, e poi andando avanti vedremo come andrà.

C’è qualcosa in cui ti senti che devi migliorare?

Devo migliorare in tanto, si deve sempre migliorare per andare avanti. Devo migliorare nella tecnica, guardare meglio. In tante cose.

Non devi migliorare nei goals: ne hai segnati tantissimi, quando eri qui in Casentino con le squadre locali, e hai proseguito nel Siena e cominciato benissimo nel Bologna, tante vittorie sono dovute anche a te. 

Quest’ anno non ho avuto la fortuna di giocare le prime partite perchè non era presente il cartellino però dopo ho iniziato a giocare e sta andando bene, dai.

Dove ti vedi tra cinque anni?

Non si sa… speriamo da qualche parte…

Dove ti piacerebbe?

Rimanere ancora in una squadra da professionista.

Fra i professionisti che ti hanno accompagnato nel tuo percorso, da quando avevi cinque anni, chi sono stati i tuoi punti di riferimento?

L’anno scorso il mister ( del Siena),quest’anno i dirigenti, i mister e anche un mio compagno che mi sta aiutando.

Tu guardi anche tante partite in tv. Dei grandi a livello mondiale, da chi hai tratto ispirazione o hai imparato?

Ci sono tanti calciatori che mi piacciono. Uno può essere Robben. Ma anche Ribery.

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Francesco Piccardi nel 2013

Come stile a chi ti senti di assomigliare, magari anche come carattere, perchè stile e carattere penso vadano di pari passo…?

Come ruolo in cui sto giocando quest’anno… non lo so …  fra gli esterni di serie A non saprei, non mi paragono a nessuno…anche perchè ancora è presto per paragonarsi a qualcuno.

Non sei solo un calciatore bravissimo, ma anche uno studente modello. L’esame di terza media l’hai superato con ottimo, hai avuto le lodi di tutti i tuoi insegnanti dell’istituto comprensivo di Castel Focognano. Credo che abbia comportato un bell’impegno da parte tua riuscire ad avere ottimi voti a scuola e nello stesso tempo impegnarti per la tua carriera calcistica…

L’anno scorso ( in treza media) uscivo da scuola un’ora prima quando dovevo andare agli allenamenti ( a Siena), l’istituto di Rassina mi ha consentito di uscire un’ora prima, mangiavo, andavo a prendere il pullman ad Arezzo verso Siena un quarto alle due, andavo all’allenamento, tornavo ad Arezzo attorno dieci alle venti, e alle venti e un quarto ero a casa.

Ti è pesato?

No… cioè, sono sacrifici che mi piace fare, perchè è lo sport che mi piace, e mi piace fare sacrifici per esso.

La decisione di diventare un calciatore professionista è stata la tua?

Eh, è stata anche la fortuna, la fortuna che mi abbiano cercato, e che dopo il lavoro fatto sia riuscito ad arrivare a questi livelli.

Quando hai detto a mamma Barbara e a papà Simone che volevi diventare calciatore professionista, come gliel’hai detto, e cosa hanno risposto?

Loro sono stati i primi a saperlo che sarei diventato un calciatore professionista, perchè la Virtus Archiano ha detto loro che c’era il Siena che mi stava cercando ed anche loro erano entusiasti di questa avventura. Mi avevano già cercato tre anni fa, ma non mi hanno voluto mandare allora, perchè pensavano che fossi troppo piccolo.

C’è competizione fra i tuoi compagni? Come si vive il calcio professionistico a quattordici anni?

Siamo tutti amici e compagni di squadra, tutti cercano di trovarsi un posto nella formazione della domenica, però siamo tutti amici, ci vogliamo tutti bene.

Quali sono i criteri di selezione per la partita della domenica?

Veniamo scelti in base a come ci alleniamo durante la settimana, dalle caratteristiche individuali e dalla forma fisica.

Qual è la prossima partita, Francesco?

La prossima partita è domenica, son convocato, sempre, con il San Marino a Bologna.

Giocherai?

Questo ancora non lo so…

Francesco ha giocato. Il Bologna ha vinto 2-0. E poi è partito in ritiro a Bolzano a rinforzare la classe del ’99, gli Allievi, in cui è stato convocato assieme ad altri due compagni.

Ad maiora Francesco!

Mariella Dei

Rassina, Castel Focognano ( AR)

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