Filippo Occhiolini: “Nato per correre”

Posted by on Jan 21, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Dopo due anni di stop per infortuni, il podista casentinese torna più forte che mai e guarda verso nuovi orizzonti:  i Campionati Italiani Master su Pista FIDAL over 35, un negozio di articoli sportivi, un team femminile  che segue come preparatore atletico. “Spero di correre ancora per tanto, e soprattutto di educare a correre” dichiara mentre si pepara ad inaugurare il progetto “Filirun”

di Mariella Dei

Filippo Occhiolini con il Trofeo Vallombrosa nel negozio FIlirun di Subbiano, gennaio 2016

Subbiano (Ar) – “Correvi anche quando eri in pancia di mamma“. Filippo Occhiolini, 38 anni, si decrive con le parole di suo padre Paolo, mentre lo incontro alla vigilia dell’apertura del suo “Filirun“,  neonato negozio di articoli sportivi vicino alla Poste di Subbiano. Proprio al padre, scomparso un anno fa, aveva dedicato, lo scorso novembre, la  prima vittoria nel suo ritorno in pista dopo due anni di calvario, e tutte le lacrime al taglio del traguardo: “Fu il babbo ad introdurmi al podismo – racconta –  Io non stavo mai fermo. Così un giorno, l’8 settembre 1987  mi iscrisse alla Corsa paesana a Soci. Vinsi. La sera eravamo alla Festa paesana di Pieve a Socana, anche lì c’era una gara di corsa. Partecipai. Rivinsi. Una coppa enorme. Avevo nove anni“.  Ricorda con emozione quel giorno che scandì un destino. In parte è riassunto nella miriade di targhe, trofei, articoli di giornale collezionati in quasi trent’anni di agonismo, ora esposti nel locale. All’ inaugurazione ci sarà tutto il suo entourage, compreso il “Filirun Women Team“, il gruppo di quindici atlete, dai 30 ai 48 anni, che sta seguendo come personal trainer.

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Filippo Occhiolini nella Maratona Sharm-El-Sheik

E’ riduttivo parlare solo di passione. Filippo è  l’istinto per la vittoria, il desiderio viscerale di superare i propri limiti, con il cuore gettato oltre ogni ostacolo per raggiungere gli alti scranni dei podi provinciali e regionali da fuoriclasse, ma soprattutto conquistare se stesso, o il suo ideale. Una carriera che è un palcoscenico:  le soddisfazioni con l’Atletica Casentino di Poppi negli anni di Romano Cipriani. Il passato prossimo e il presente con il preparatore atletico Stefano Sinatti, prima con l’U.S. Policiano e ora con l’Atletica Castello di Firenze. Detiene, imbattuto dal 2011, il record conseguito nell’Ecocorsa del Lago di Montedoglio.

Nella provincia di Arezzo è ormai una leggenda. E’ amato per il suo valore atletico, ma anche per la sua umiltà, per le doti umane: sa trasformare ogni gara in un’emozione, viene spontaneo immedesimarsi e stupirsi per la sua naturale vitalità.

Filippo Occhiolini rimane umile e semplicissimo anche nel momento di questa intervista. Si muove in tuta e pieno di solerzia nel negozio che profuma di imbiancatura fresca e che sta allestendo di persona. Gli attrezzi sono ancora dentro agli scatoloni. “Ci sono le cose a cui tengo di più” -continua.”Le scarpe. I plantari. Per evitare i traumi fisici derivanti dalla postura errata“. Filippo ne sa qualcosa. Prima l’ infiammazione tibiale posteriore, diagnosticata nel settembre 2013 dopo “quattro gare corse in sei giorni, vinte tutte e quattro“. Poi sei mesi di fermo per frattura da stress dello scafoide del piede destro, passando per un impingment femoro-acetebolare che gli ha bloccato le gambe per un’intera stagione. Quindi la lesione al menisco interno, causata, agli inizi del 2015, da “una botta al ginocchio sinistro, mentre correvo la Befana Campestre anche se non ero ancora pronto“. Infortuni per troppo cuore. Le conseguenze di chi dà tutto e non vuole risparmiarsi.  Ma ce l’ha fatta ancora. Ha rialzato la testa con la stessa sete di calcare i suoli toscani e le salite. “Sono vecchio“- sorride- ma spero di correre ancora per tanto, e soprattutto di educare a correre“. Pronto a vivere come la prima volta la ritualità degli asfalti, del sudore, del vento, degli applausi. La sua linfa vitale.

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Filippo Occhiolini in gara

- Filippo, è stato straordinario il modo in cui sei riuscito rialzarti dopo tanti mesi di fermo e di travagli. Come descriveresti questo tuo percorso?

Molto naturale. L’8 luglio del 2015 sono stato sottoposto all’operazione al menisco. L’11 luglio ero già in piedi. Ho affrontato il mio primo chilometro il 30 agosto, e il rientro agonistico il 30 settembre. Ho vinto la prima gara  il 15 novembre 2015, il Memorial Annetti. Ma gli ultimi due anni sono stati duri. All’inizio avevo preso male tutto, mi ero rinchiuso in me stesso, demoralizzato, aumentato di peso, e con poca voglia anche di parlare con gli amici. Poi è cambiato qualcosa. Sono riuscito a trasformare il mio stop e tutti i miei traumi in punti a mio favore. Tutta la rabbia, la disperazione, la voglia di tornare a correre che portavo dentro mentre ero costretto a stare fermo le ho riversate in energia e in nuovi stimoli. Mi hanno reso più forte. Gli infortuni poi mi hanno aperto alle persone. E’ stato sorprendente ricevere incoraggiamento, auguri, supporto non solo da parenti, amici, conoscenti, ma anche  da chi non conoscevo affatto, ma evidentemente seguiva ed apprezzava la mia attività, anche grazie ai socials. Sono stati tantissimi. Il bello è quello che ritorna“.

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Filippo Occhiolini in un affondo

- E’ stato questo riscontro umano che ti ha spinto ad intraprendere anche la tua nuova avventura come personal trainer?

In parte sì. Le podiste che adesso fanno parte della Filirun Women Team si sono rivolte a me per perfezionare la tecnica di gara. Sono atlete principlamente della provincia di Arezzo. Però mi hanno contattato anche varie persone da fuori. Per questo i socials sono stati di aiuto. Pensa che ho anche un’allieva di Huston, nativa di Sansepolcro: Virginia Leonardi. Mi ha chiesto l’amicizia su Facebook con la volontà di iscriversi ed essere seguita da me nella sua attività atletica. Lei ha partecipato anche a Miss Italia e nella foto del profilo era raffigurata così, con il costume e lo scettro. Io ho pensato ad uno scherzo. Invece era tutto vero.”

- Guadrando indietro. Le pagine di cronaca sportiva locale hanno raccontato tutte le tue vittorie, imprese che definirei di “eroismo podistico”. Quale gara ricordi con più soddisfazione?

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Filippo Occhiolini sul podio

“Quella del dieci luglio 2010: Il Premio Reggello-Vallombrosa. Per me successe un miracolo. Io sono amante delle salite. E amo vincere per distacco. Quando la salita si fa dura io mi carico. La gara mi piace perchè in tali condizioni non ci sono scuse e lì partìi con l’imperativo: “Ce la devo fare”. Vallombrosa è la regina delle salite, l’hanno vinta tutti i più forti: da Roberto Berti, ai keniani storici, agli Azzurri più importanti, fra cui Massimo Mei, che è attualmente mio compagno di squadra, e nazionale italiano di Corsa in Montagna, si è classificato quinto assoluto ai mondiali 2016. Quel giorno Mei era al comando, e nelle mie previsioni mi vedevo quarto, o quinto… fra me e lui c’erano due podisti marocchini, ed ero in un gruppetto staccato. Poi inizia la salita. Mi stacco dal gruppetto. Poco prima del ristoro cade il primo marocchino. Stacco e sorpasso, mi ritrovo in terza posizione.  Intravedo il secondo. Tredici chilometri tutti in salita. Sento che tutta la mia gara si gioca qui. Dopo un chilometro raggiungo il  secondo. Il marocchino rimasto reagisce, ma io non mi fermo. Lo sorpasso. Lungo il rettilineo vedo il primo, Massimo! Lui guardava indietro, e quando un atleta si volta, vuol dire che perde margine. Lo raggiungo a due chilometri dall’arrivo, a quasi cinquecento metri dalla scollinata. Lo sorpasso, e lo stacco di quindici metri. Gli ultimi settecento metri allungo. Un miracolo. Ogni dieci metri staccavo di due. A trecento metri della fine piangevo. Mia moglie Gessica (Calbi) aspettava al traguardo, era l’anno prima che nascesse nostra figlia Viola, e quando sentì il mio nome non ci poteva credere. Ero con la squadra di Policiano, e i fratelli Sinatti, che commentavano in tempo reale la gara in Tv, erano senza fiato. Mi sono trovato in lacrime al traguardo. E’ successo solo in un’altra occasione, nella prima gara corsa dopo la perdita del babbo”.

- Quali sono gli obiettivi futuri?

“Ho trentotto anni! Ma spero i Campionati Italiani Master su Pista FIDAL over 35, ad Arezzo dall’8 al 10 luglio prossimo. Nel 2013 arrivai secondo nei 1500. Ora spero di migliorarmi. La mia soddisfazione più grande rimane quella del 2012: nel campionato Fidal sono stato campione regionale nei 1500 e 3000 assoluti indoor. E poi voglio andare avanti con i miei “Corsi di Corsa”, su come imparare a correre. In tutti questi anni ho notato che il Podismo, almeno in provincia di Arezzo, ha avuto un grande aumento in termini di numeri, per quantità di praticanti, ma trovo che sia diminuita invece la qualità degli atleti. Mi piacerebbe formare i campioni di domani”.

Mariella Dei -Subbiano (AR),  21 gennaio 2016

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Filippo Occhiolini nel negozio Filirun, gennaio 2016

 

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