CANNES DIARY 2016 13 maggio

Posted by on May 13, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


13 Maggio 2016

da Mariella Dei

 

ore 11.38 @Cannes- Live: posso solo anticiparvi che tutto lo splendore di Juliette Binoche non è limitato a questa foto: l’incontro ravvicinato con l’attrice che il Fato poco fa mi ha riservato sono riuscita a documentarlo piuttosto a lungo nelle riprese che potrete vedere sul Canale 87, nel reportage per 102Tv-Teletruria 2, nello special che verrà dedicato a Cannes, al mio rientro. :-) E’ decisamente per me un bel ricordo. Questa attrice ha una luce speciale. E’ minuta, eterea, ha fatto il suo ingresso in punta di piedi e gentilmente si è avvicinata al nostro gruppo. Si presenta come una persona silenziosa e tende a mettersi in secondo piano rispetto agli altri, eppure nella parata nel corridoio pre conferenza si distingue solo lei: è di una grazia che lo schermo solo in minima parte restituisce e questo mi ha colpito molto. Con lo sguardo aperto e radioso, e col sorriso, rivolge tutta l’attenzione possibile a qualsiasi persona le rivolga un saluto. Ama stringere le mani. Dopo le connotazioni, ritorno alle cronache… perché adesso comincia la conferenza stampa a cui la Binoche partecipa assieme al cast di “Slack Bay” di Bruno Dumont, il regista filosofo che sta regalando un bel modo di fare film al Cinema francese. Vedremo questo ultimo lavoro alle 14 nella seconda proiezione stampa, prima del red carpet e della proiezione serale aperta al pubblico. Fra le interpreti anche Valeria Bruni Tedeschi, qui a Cannes è anche una delle muse dell’ultimo film di Virzì, “La Pazza Gioia”. C’è Fabrice Luchini che a Venezia 2015 ha vinto la Coppa Volpi per “Il Processo”. E anche giovanissimi attori: Brandon Lavieville, Raph e Jean Luc Vincent. A dopo

 

@Cannes 2016- Live – “I, Daniel Blake”: il grande Ken Loach. Un regista e un idealista impegnato, fedele alla linea, che nella conferenza stampa del suo film parla di emergenza, di politica, di responsabilità dell’Europa, di rifugiati politici. di necessità di trovare fondi comuni per portare avanti progetti di valore per le singole nazioni non solo per il cinema, e di Democrazia, che è cosa “tosta”. Non risparmiando una bella tirata di orecchie alle Sinistre che dal dopoguerra ad oggi si sono dimenticate, nel frattempo, di “rappresentare gli ultimi”. Con lui gli attori Hayley Squires e Dave Johns (nella foto a sx), la produttrice Rebecca O’Brien, lo sceneggiatore Paul Laverty. “Con i miei attori (quasi tuti non professionisti), lavoro sull’ immaginazione e sull’improvvisazione, sul momento – ha detto il regista – ma la sceneggiatura è molto accurata, ed è questo che consente al film di avere la giusta freschezza e il giusto rigore”. Nota (un po’ dolente?): per loro stamani non abbiamo fatto alcuna fila, c’erano sì e no una ventina di persone ad aspettare Loach e cast all’uscita. La visione del film stasera alle 21.30. A dopo.

@Cannes2016- Live- 17.30 – Mentre cerco di raccogliere le idee per poter descrivere a parole “Slack Bay”-“Ma Loute” di Bruno Dumont (esilarante e con una fotografia splendida) occhio ai due giovani attori che vediamo qui accanto al regista. Sono due esordienti: Brandon Lavieville e Raph (sì, semplicemente così, e poco altro si sa di lei a parte questa sua vaga somiglianza facciale con Keira Knightely). Interpretano Ma Lout Broufot e Billie Van Petenberg, i due ragazzi innamorati. Hanno volti che si ricordano. Lui dai tratti quasi pasoliniani, nel film è il traghettatore di una famiglia misera che nasconde un orrido segreto. Lei dal fisico androgino sembra uscita dal mondo letterario di Virginia Woolf, è nobile, una ragazza che si veste da ragazzo o viceversa, e va verso il Mare ogni volta che incontra il dolore, l’abbandono e il rifiuto. E’ l’unico personaggio solido, non comico, quello che per tutta la trama “rimane in piedi” (nel senso letterale dell’espressione, perché tutti o cadono in continuazione o volano). Nelle mani di Dumont le loro fisionomie si trasformano in tenerezza, purezza, slancio, e poi orrore, crudeltà. Li completa un’ambientazione strepitosa (una spiaggia inaspettata, teatro di misteri, orrori, stramberie e miracoli, nel punto in cui il fiume incontra il mare). L’evoluzione del loro idillio a me ha commosso. In mezzo a questa farsa grottesca ma elegante che è la pellicola, è l’episodio cinematografico più coinvolgente che ho visto finora. Allego anche un fotogramma: alle spalle dei giovani personaggi c’è un’altra coppia “forte” del film…ma avrò modo di riparlarvene, una sorta di “Stanlio e Ollio” in versione stolido-etilica… è forse un omaggio al genere comico da parte del regista, o una sorta di citazione colta che usa Dumont fra le tante altre. Spero arrivi anche in Italia. Da vedere.

22.56 – Buonanotte da Cannes! Nelle sale ancora film (nel Theatre Lumiere dopo Ken Loach arriverà un fuori concorso atteso: “Train to Busan” del coreano Sang-Ho Yeon), lungo la Croisette ancora tanta vita. Per me tempo di ricaricare le batterie (fisiche e tecnologiche) e mettere a punto qualche problemino tecnico per il caricamento delle foto dalle schede video, perché domani arriva lui, il re, Steven Spielberg! Con il suo BFG Gigante Buono. E sarà una guerra all’ultimo centimetro quadrato per noi poveri operatori della stampa estera avere un posticino al suo cospetto. Piano di azione pronto. Ce la metterò tutta. :-O A bientot!