Cannes 69, sguardo su LA PAZZA GIOIA di Paolo Virzì

Posted by on May 7, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


di Mariella Dei

La Toscana nella Croisette: il film di Virzì nella Quinzaine des Realisateurs. Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi novelle “Thelma e Louise”.

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Micaela Ramazzotti e Valeria Bruni Tedeschi in una scena de “La Pazza Gioia” di Paolo Virzì

“Una passeggiata fuori da una struttura clinica che si occupa di donne con problemi in quel manicomio a cielo aperto che è l’Italia”: sono le parole che il regista usa per descrivere il suo ultimo film. Ambientato in Toscana, girato fra gli interni di una chiesa sconsacrata trasformata in struttura psichiatrica e il respiro dei paesaggi collinari sconfinati, Paolo Virzì racconta due donne alienate, sottoposte a misura di custodia giudiziaria, e il loro sodalizio, la loro voglia di vita e di libertà.  Beatrice Morandini Valdirana (Valeria Bruni Tedeschi) è un’istrionica sedicente nobildonna afflitta da mitomania e da manie di grandezza. Donatella Morelli (Micaela Ramazzotti) è una giovane fragile e introversa che si rifugia in un corazza di tatuaggi per esorcizzare un dolore segreto. Diventano amiche, decidono di fuggire. E si ritrovano nel mondo dei “normali”. Fra i personaggi anche Bobo Rondelli, cantautore che ha per tutta la sua carriera affrontato il tema della malattia mentale con vari registri, qui in un ruolo che il compaesano Virzì gli ha cucito ad hoc. (M.Dei)

 

 

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il regista Paolo Virzì

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la locandina