Cannes 69, sguardo a THE HANDMAIDEN di Chan-Wook Park

Posted by on Apr 27, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


di Mariella Dei

Le trame e complotti romanzeschi del libro di Sarah Waters “Fingersmith” trasposti dall’Inghilterra Vittoriana alla Corea degli anni Trenta. In competozione.

 

the handmaiden PARK

una scena di “The Handmaiden” di Chan Wook Park

Chan-Wook PARK (South Korea)
AGASSI
(THE HANDMAIDEN)

Il regista coreano in Italia è noto da noi per “Lady Vendetta”,  portata a Venezia qualche anno fa nell’ultimo capitolo dell’omonima trilogia. Ma vanta esso stesso una vita che sembra la storia di un film: rifiutato giovanissimo alla facoltà di Estetica a Seul, laureatosi in filosofia ma con il cuore nel cinema, sbarca per anni il lunario scrivendo articoli e recensioni, fa la gavetta aiutando l’amico regista, poi, fra slanci e rovinose cadute con le prime produzioni, ce la fa dietro la macchina da presa e in un decennio convince Cannes, Berlino e Venezia: la passione e la voglia di riuscire più forti di ogni ostacolo, perni per il successo. Nel 2006 fu chiamato a dirigere il remake de “La Casa” di Sam Raimi, ma rifiutò. Agassi non ha niente a che vedere con il tennista, ma è il termine coreano che indica la perdita. The Handmaiden è la trasposizione del romanzo di Sarah Waters “Fingersmith”. La “cameriera” in questione è interpretata da Kim Min -Hee , giovane che si innamora di un ladruncolo e al centro di varie vicissitudini che si svolgono fra Corea e Giappone negli anni Trenta. Nel cast anche Ha Jung-woo e Kim Tae-ri. (M.Dei)

CHan Wook PARK AGASSI

il regista Chan Wook Park