Cannes 2016, IGGY POP: “IL RED CARPET LO SALIRO’ CON LA CAMICIA”

Posted by on May 19, 2016 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


di Mariella Dei

La rockstar in conferenza assieme a Jim Jarmusch e al gruppo che ha realizzato il documentario degli Stooges: “E’ scioccante alla mia età guardare indietro e vedere tutto quello che è successo”.

Guarda il video:

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Iggy Pop a Cannes 2016

Cannes – “Wild, messy, funny, emotional e strong“. Così Jim Jarmusch descrive GIMME SHELTER, il suo documentario sugli STOOGES, il gruppo rock statunitense nato negli Anni Sessanta con Iggy Pop, che a Cannes stasera esordirà nelle proiezioni di Mezzanotte.

E’ un collage. – spiega il regista in conferenza stampa, con il produttore Carter Logan, il montatore Affonso “Fonzie” Goncalves, e lo stesso Iggy Pop.

Volevamo raccontare la storia del gruppo – aggiunge Jarmusch- ma soprattutto farlo nello stile degli Stooges, ovvero selvaggio, incasinato, pieno di emozione e forte. La documentazione che abbiamo utilizzato è varia, e più che altro quella già esistente: pubblicità, gigs, concerti, live e registrazioni tv, ma anche foto fatte dai fans. Logan ci ha lavorato più di quattro anni, la parte difficile è stata avere i diritti dai fotografi. E’ stato complicato mettere insieme tutto questo. Ma siamo andati dietro alla storia che ci ha raccontato Iggy“.

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Iggy Pop e Jim Jarmusch, Cannes 2016

Jarmusch aveva diretto Iggy Pop già in tre film: COFFEE AND CIGARETTES, BROKEN FLOWERS and STRANGER THAN PARADISE . Ora a Cannes lascia al suo idolo rock la scena e tutto lo spazio possibile anche in conferenza.

I’m a thrown away guy” (“Sono un disperato “) spara Iggy Pop fra i sorrisi della stampa, piccolo e rannicchiato al centro del lungo tavolo. ” Ho fornito anch’io delle foto per il documentario. Le ho prese da tutti: fans, stranieri, stalkers, spacciatori… è un bel ritratto quello che è venuto fuori”.

lggy “l’ Iguana” è un soprannome che non poteva essere piu azzeccato: non solo per la camaleontica mimica che sfoggia sul palco, ma soprattutto per la conformazione fisica simile all’anfibio: è un uomo minuto, agile, con il viso rigato e ruvido, gli occhi azzurri spalancati e fissi, i movimenti veloci, a scatto, un po’ laterali. E quella protensione in avanti del busto rispetto al bacino che lo ha reso un mito: sul palco fa colpo e sembrerebbe una posa studiata per la scena. Invece è reale, fa parte della sua struttura ossea, ed è identificativamente evidente mentre si fa largo fra i fotografi e i giornalisti che lo aspettano in sala a Cannes.

Iggy pop viene fuori in modo doppio nel film di Jarmusch: addirittuta tenero nelle interviste, tanto quanto selvaggio sul palco.

Il legame con il regista è profondo e non ha niente a che fare con convenienze professionali, quanto con un antico senso di “appartenenza alla tribu”.

Sono anch’io del Midwest e piu o meno siamo della stessa età” – spiega Jarmusch- “Per me gli Stooges erano un mito, erano la mia band preferita da adolescente. Mi ricordo quando li guardavo nella Tv in bianco e nero e piangevo. Era il periodo del Vietnam, delle proteste“.

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Iggy Pop a Cannes 2016

Anche se lo stesso frontman ci tiene a precisare di non essere stato mai un idealista, nè un militante: “Negli anni Sessanta era tutto molto catalogato: sei un artista bianco, sei un hippie, sei un pacifista, ecc. Gli Stooges hanno sempre rifiutato di allinearsi a qualche corrente politica. Eppure rappresentano qualcosa di politico. Anche i Velevet Underground rifiutarono qualsiasi categorizzazione politica, preferivano porsi come un movimento artistico, avevano idee molto all’avanguardia. Ma lasciavano che le cose accadessero. Mentre io mi incavolavo molto. Poi cinque minuti dopo scoppiavo a riderci su. Era un approccio molto diverso“.

Non solo i Velvet, Lou Reed e John Cale figurano fra i suoi ricordi, ma Mr. Pop cita realtà musicali che considera a lui molto vicine: I Borderly, Chuck Berry, The Elderly Brothers. L’Album FREAK OUT.

“I Velvet facevano una specie di soft porn funereo, triste. – mima Iggy- “In quel periodo io avevo lasciato l’Università in Michigan. E bevevo caffè. E’ scioccante alla mia età guardare indietro e vedere tutto quello che è successo“.

Laconiche taglienti, divertenti le sue varie risposte alle domande:

-Come si è sentito guardando il film, e si è riconosciuto?
Ho visto il film la prima volta ieri sera, e mi ha colpito, mi sono commosso. Penso che arrivato alla mia età è commovente rivedere tutti quei momenti“.

- Ma il rock è piu necessario per la società? specialmente in questo contesto sociale.
La corrente di musica alternativa è molto forte oggi. La musica digitale ha fatto fare i soldi a molti. Puoi raggiungere tutto velocemente premendo un bottone. Ai miei tempi era un costruire. Ciò mi ha sempre spaventato un po’. Già all’epoca in cui gli Acoustic blues players si approcciavano allo stesso modo all’uso della chitarra elettrica. Ora la tecnologia cresce continuamente. Il meglio che posso fare è dire: Fai del tuo meglio. L’altro giorno ero in spiaggia e mi si avvicina un ventenne e mi fa “figa la tua musica, ma anche tutto il resto”. Mi sono messo a ridere“.

- Cosa ne pensa di Julia Roberts che ha fatto le scale del red carpet scalza?
Io farò il red carpet con la camicia“.

E a chi lo ha inquisito sul suo rapporto con le droghe risponde:
Preferisco il buon vino. Non mi drogo piu. L’acqua gassata è buona lo stesso“.

- Cosa ne pensa dei problemi del mondo e come il rock li possa combattere?
Mantenere il livello giusto di distacco“.

-A chi si sente grato?
Ho avuto genitori meravigliosi, e ho ascoltato tutto quello che mi diceva mia mamma: vai a letto presto, soprattutto. (risate, NDR)
Diciamo che ho avuto la fortuna di rigenerarmi da tutto quello che mi buttavo dentro“.

Mariella Dei, da Cannes, 19 maggio 2016

 

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Jim Jarmusch e Iggy Pop, Cannes 2016