Biomasse: pareri tecnici a confronto, garanzie e richieste.

Posted by on Feb 19, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


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Rassina (Ar), incontro sulle biomasse, 29/1/2015

Queste caldaie sono molto delicate, se viene bruciato materiale di cattiva qualità l’impianto va in blocco“. Le parole dell’ingegner Valter Francescato di AIEL (Associazione Italiana Energie agroforestali) suonano rassicuranti, in risposta alle perplessità dei cittadini relativamente all’impianto a biomasse, alimentato a cippato, che dal prossimo aprile riscalderà il plesso scolastico di Rassina (Castel Focognano, Ar) e i cittadini privati che faranno richiesta di allacciamento.

Perplessità che varie associazioni ambientaliste hanno raccolto, rispetto alle quali invitano a non drammatizzare, anche se ribadiscono il rispetto di parametri precisi. “Vogliamo che i livelli di emissioni a Castel Focognano non subiscano variazioni, come presumiamo invece che possa avvenire con l’attivazione dell’impianto a cippato- spiega Stefania Zamponi, in qualità di tecnico ( è laurata in chimica ed insegna in un istituto superiore), e di presidente di ATASAC ( l’associazione ambientalista nata Castel Focognano nel 1995 per la tutela ambientale e la salvaguardia del territorio: venti anni fa il problema era la costruzione di un inceneritore).”Attualmente i rilevatori di ARPAT indicano che le polveri sottili emesse nell’atmosfera del comune nel 2014 sono pari a 7 microgrammi a metrocubo, ampiamente nei limiti“. Il massimo consentito nelle metropoli è di 50. “Noi chiediamo solo che questi livelli non salgano, in un territorio in cui incidono sull’aria che respiariamo le emissioni della cementeria Colacem e quelle del traffico lungo la statale“.

Alle delucidazioni tecniche, si aggiungono le richieste da parte di alcuni genitori dei ragazzi che frequentano le scuole di Rassina. Chiedono un nuovo incontro pubblico, alla presenza anche di Arpat e Legambiente. A nome di un gruppo di mamme parla Maura Maggi: “Ciò’ che abbiamo sempre detto e’ che non siamo contrari a prescindere a questo genere di impianti, ma rimaniamo convinti che ogni realtà’ merita delle valutazioni ben precise e che Rassina (in modo particolare l’area scuole) non era la location idonea. Noi cittadini e genitori speriamo che l’amministrazione comunale organizzi altri incontri sul tema magari alla presenza di ARPAT e LEGAMBIENTE (assenti all’incontro del 29/1 ndr). Inoltre ci lascia molto perplessi il fatto che ad oggi nessun privato ha fatto richiesta di allacciarsi al teleriscaldamento. E spegnere solo riscaldamenti a metano basterà a non peggiorare il livello delle emissioni?”.

Altri cittadini sottolineano l’ambiguità che le normative europee sollevano riguardo la definizione di “biomasse” e il loro utilizzo: “Si dice che alcuni tipi di scarti di carta/plastica /tessuti non sono più’ da considerarsi rifiuti ma a tutti gli effetti biomassa e si citano esempi di centrali alimentate con CDR e CSS. Le polveri sottili si sollevano fino ad un’altezza di 100/110 cm (che è’ più o meno l’altezza di molti bambini delle materne ed elementari) per poi ricadere. La centrale di Carda, più piccola di quella di Rassina, è rifornita da camion che arrivano a giorni alterni; il transito di mezzi pesanti vicino alle scuole creerà pericolo. E poi, se il metano non verrà più ultilizzato, come verranno alimentate le cucine dela mensa? Fattori primari e secondari che non ci fanno stare tranquilli“.

Alcune risposte le hanno fornite in modo chiaro gli stessi tecnici responsabili dell’impianto. Di seguito riportiamo alcuni estratti del loro intervento nell’incontro pubblico organizzato lo scorso 29 gennaio dall’ amministrazione comunale di Castel Focognano per presentare il progetto.
L’ingengner Valter Francescato spiega il perchè un impianto a biomasse è un fattore positivo, e perchè è più sicuro di molti caminetti a legna accesi in casa propria:

 

Spiega anche perchè il cippato che alimenterà l’impianto di Rassina non deve destare preoccupazione nei cittadini:

 

L’ingegner Andrea Profeti, il progettista, spiega il meccanismo di funzionamento dell’impianto di Rassina:

 

 

Mariella Dei

Rassina, Castel Focognano, 16 febbraio 2015