Aspettando il Festival di Cannes: sguardi al femminile (prima parte)

Posted by on May 7, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


Di Mariella Dei

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Natalie Protman, regista di Una storia d’amore e di tenebra

 

 

Storie che si incrociano, sfide affrontate e vinte, vite al limite o al centro di se stesse, mondi da raccontare fuori, dietro o dentro un set. Al di là del tempo. Oltre i luoghi di appartenenza. Uno sguardo alle  numerose e importanti presenze femminili (e alle loro opere, progetti, visioni) che il prossimo Festival di Cannes sarà capace di unire e di raccontare nei quindici giorni di evento.

(Prima parte)

 

 PERCORSI INCROCIATI E SCELTE CORAGGIOSE

 

 

INGRID BERGMAN e ISABELLA ROSSELLINI: “Un film su Mamma”

 

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Isabella Rossellini e Ingrid Bergman (foto archivio anni Settanta)

Isabella Rossellini è presidente della giuria Un Certain Regard. Ingrid Bergman è l’icona a cui è dedicata questa edizione del festival. Proprio la figlia (che era 30enne quando nel 1982 il mondo perse la grande Ingrid) farà rivivere “Ingrid Bergman, in her own words” (con le sue stesse parole) nel film di Stig Bjorkman in programma martedi 19 maggio a “Cannes Classics“. Ha accettato da fare da mezzo per un ritratto personale, uno sguardo da dietro le scene della vita strardinaria di una ragazzina di Stoccolma che divenne una delle artiste più celebrate del cinema americano e mondiale, spiega Bjorkman. Il regista, scrittore e critico svedese (già intervistatore di Ingmar Bergman, Woody Allen, Lars Von Trier…) ha usato materiale tratto dagli archivi di famiglia: “immagini e filmati mai publicati, appunti, lettere, diari e interviste con i suoi bimbi“. La proiezione a Cannes è aperta ad un pubblico ristretto. In Italia il film documentario sarà distribuito da Cinema srl. Vedremo come Bjorkman avrà assolto a quel compito (un imperativo categorico che farebbe paura a tutti) suggeritogli nella primavera 2011 dalla stessa Rossellini: “Fai un film su Mamma“. A noi piace ricordare Ingrid Bergman con le parole di Indro Montanelli: “Non ho mai visto in vita mia, nemmeno nei film di cui è protagonista, una donna così trasparentemente pulita“.

EMMANUELLE BERCOT e MAIWENN LE BESCO: l’arte è delle donne

 

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Emmanuele Bercot e Maiwenn Le Besco

Attrici, registe, sceneggiatrici apprezzatissime in Francia. Sono i nomi femminili di punta nella selezione ufficiale al Grand Theatre Lumiere. Eclettiche e a loro agio in tutte le professionalità del cinema,  il loro percorso artistico è un vero e proprio sodalizio al femminile di successo. Emmanuelle Bercot è la prima regista donna dal 1989 ad aprire il Festival: “Le tete haute -Standing Tall”(“a testa alta”), fuori concorso, in programma subito dopo la cerimonia solenne la sera del 13 maggio, vedrà Catherine Deneuve nei panni di un giudice in pensione che prende in affidamento un quindicenne allo sbando salvandolo dal carcere minorile da cui entra ed esce dall’infanzia, e si occuperà del percorso di riabilitazione. Temi cari alla regista parigina, che dagli anni Novanta si è ritagliata uno spazio nel cinema francese trattando storie di disagio adolescenziale.

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immagine di “Mon Roi” di Maiwenn (2015)

Ma è anche attrice: sullo schermo domenica 17 maggio sarà Tony nell’ intimista e drammatico “Mon Roidi Maiwenn Le Besco, un ruolo, opposta a Vincent Cassel che, almeno sulla carta, ha tutta la risonanza necessaria per impressionare giuria, critici e pubblico: “Tony, ricoverata in un centro di riabilitazione dopo un grave incidente sulla pista da sci, totalmente dipendente dallo staff medico e dagli antidolorifici, prende il suo tempo per ripensare alla travagliata relazione con Giorgio. Perchè si sono amati? Chi è l’uomo che ha amato così profondamente? Come ha permeso a se stessa di lasciarsi soggiogare da questa passione soffocante e distruttiva? Per Tony comincia un processo difficile di guarigione, lavoro fisico che alla fine la libererà“. La 38enne Maiwenn (ex giovanissima compagna di Luc Besson) è una delle due uniche donne in concorso per la Palma d’oro (l’altra è la connazionale Valerie Donzelli). Nel 2012 Bercot e Maiwenn avevano già trionfato insieme con “Polisse” (premio della Giuria e dodici nominations agli oscar francesi): con una sceneggiatura a quattro mani diretta poi da Maiwenn, trasposero in film nudo e crudo le vicende della squadra di protezione dei minori della Polizia di Parigi. Curiosità: la sorella minore di Maiwenn, Isild Le Besco (anche lei sceneggiatrice, regista e pittrice) è stata per anni musa della Bercot: protagonista di La pulce (1999), Clement (2001), Backstage (2005), sempre valorizzata in interpretazioni di potenza emotiva come fosse un suo alter ego (la somiglianza fisica fra le due è impressionante). Maiwenn per “Mon Roi” ha pensato alla Bercot negli stessi termini.

 

 

 

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Valerie Donzelli

VALERIE DONZELLI: contro ogni tabù

Arriva a concorrere per la Palma d’Oro ancora una volta con audacia. Con “Marguerite et Julien” la francese Valerie Donzelli è l’altra candidata al femminile. Porta sullo schermo  il tabù dell’ incesto con una sceneggiatura da lei diretta, ispirata alla storia di Julien e Marguerite de Raval, due fratelli-amanti condannati nel 1603 per il loro amore proibito, interpretati da Jeremiah Elkaïm and Anaïs Demoustier.  Attesa a Cannes per martedi 19 maggio, la 42enne aveva già colpito il mondo come una bomba nel 2012 con “La guerra è dichiarata” dove raccontò il proprio dramma personale (la scoperta della malattia del figlio di 18 mesi) in un film che lei stessa diresse ed interpretò, scritto assieme all’ex compagno Jeremie Elkaim. Fu candidato come miglior film straniero agli Oscar e al Cesar.

 

 IDA PANAHNDEH- NAHID, SUWON SHIN, ALICE WINCOUR:

un posto di riguardo nel cinema mondiale

 

Sono le tre registe donna selezionate nella categoria Un Certain Regard.

Ida Panhandeh, dall’Iran, vincitrice della Berlinale con “Taxi”, da dieci anni lavora come filmmaker e sceneggiatrice. Fra cortometraggi e produzioni tv in cui è impegnata nella sua terra d’origine, ha trovato il tempo di girare “Nahid”, il suo quarto lavoro, in programma sabato 16 maggio.

Suwon Shin, sudcoreana, è attesa per mercoledi 20 maggio. Unica regista asiatica selezionata.  Un premio al talento, ma anche al coraggio ed alla dedizione. La sua storia e il suo film, “Madonna”: link:

Alice Wincour, 38 anni, francese, presenta “Maryland”, con Matthias Schoenaerts, Diane Kruger e Paul Hamy: un ex soldato che soffre di una sindrome da stress post-traumatico si ritrova incaricato di proteggere la moglie e il figlio di un ricco uomo d’affari libanese; il colpo di scena in assenza di quest’ultimo”. Sua anche la sceneggiatura.

 

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Natalie Portman

NATALIE PORTMAN: regista in onore di Amos Oz

La baby assassina con la frangetta di “Leon” (1994), Premio Oscar nel 2009 come miglior attrice protagonista con il “Cigno Nero“,  debutta a Cannes ( in cui nel 2008 è stata la giurata più giovane) da regista: Natalie Protman non scherza. Il suo primo lungometraggio è la trasposizione cinematografica di “Una storia d’amore e di tenebra” , il romanzo di Amos Oz.  Opera coraggiosa, ma soprattutto è un omaggio alla propria terra ed alle proprie origini da parte della trentaquattrenne israeliana (è nata a Gerusalemme) naturalizzata negli USA.  Anche se adesso vive a Parigi col marito Benjamin Millepied, direttore del Balletto dell’Opera, e quando non è sul set va in giro per il mondo a sostenere campagne umanitarie ( è ambientalista, animalista,  sostenitrice di iniziative per lo sviluppo nei paesi del terzo mondo). La prima mondiale (fuori concorso) nella sezione “Special Screenings” sabato 16 maggio alle 18.30 al Grand Theatre Lumiere.

( segue…)

Mariella Dei