AL PACINO: rocker che incontra John Lennon

Posted by on Jan 15, 2015 in Contemporaneo globale | 0 comments


Nel red carpet della Biennale di Venezia lo era nello stile. In Danny Collins, in uscita nel 2015, lo è nel ruolo che gli fa “incontrare” John Lennon. La svolta “rock” di Al Pacino che archivia le malinconie di Manglehorn e the Humbling e, fra lettere e musica, si rinnova nella pellicola di Dan Fogelman, attesa per marzo negli USA.

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Al Pacino, red carpet di Manglerhorn, Festival del Cinema di Venezia 2014

Su IMDB l’uscita del film è annunciata per il 20 marzo 2015 (schermi degli USA). Al Pacino va avanti come un treno. Danny Collins, scritto e diretto da Dan Fogelman, lo calerà panni di una rock star sul viale del tramonto che decide di cambiare vita quando scopre una lettera che gli aveva scritto, quarant’anni prima, John Lennon. Il film è terminato da poco. Con Pacino ci saranno Annette Bening, Jennifer Garner e Christopher Plummer.

Alla luce di questo, appare contestualizzabile (e non solo come un’estrosa declinazione della sua versatilità espressiva) l’immagine da “rocker maledetto” che regalò di sè lo scorso 30 agosto a Venezia, nella doppia paserella sul red carpet del Festival del Cinema: occhiali a specchio, capelli ribelli e cotonati, anelli e braccialetti coatti su giacca e cravatta. Particolari notati da tanti colleghi presenti, e naturali da etichettare come vezzi di un genio capace, a settantacinque anni, di rinnovarsi, di fare il verso a se stesso mescolando Shakespeare e inventandosi regista, di ritardare di quasi un’ora il suo ingresso nel tappeto rosso della Serenissima con la giustificazione “scusate, mia moglie voleva visitare un po’ Venezia“. Scanzonato ed energetico. Tanto in contrasto con il registro dei due film che lo hanno visto protagonista, proiettati, in prima visione, a distanza di poche ore l’uno dall’altro sul grande schermo della Sala centrale del Lido, da fare quasi notizia: gigantesco nella malinconia elegiaca del fabbro distrutto dall’amore e dal passato di Manglehorn (2014), ambientato nel Texas che il regista David Gordon Green conosce dai tempi del College. “Non recita se stesso“, come scrive Variety (puntando l’indice sulla tendenza un po’ troppo autoreferenziale delle ultime opere da lui dirette) riguardo la disperazione sorda che Al Pacino inietta in The Humbling (2014) di Barry Levinson: quella di un attore depresso, ma tale solo nella pellicola.

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Al Pacino, red carpet Manglehorn, Venezia FF 2014

Vedremo in questo 2015 se i particolari nello stile chiassoso degli anni Ottanta caratterizzeranno davvero il personaggio del suo nuovo film, la prima prova alla regia di Fogelman, lo scrittore di Crazy Stupid Love (2011), Rapunzel (2010) e Cars-motori ruggenti (2006). In comune con Manglehorn c’è l’elemento della scrittura, le lettere che entrano in gioco significativamente nell’esistenza del personaggio: accentuano la fissità disperata del fabbro di provincia, che invia invano e continuamente parole d’amore scritte su carta alla donna che aveva amato quarant’anni prima, per vedersele ogni volta recapitare indietro. Proprio la lettera è l’elemento catalizzatore di eventi in Danny Collins, che con un gap di quarant’anni impianta un legame fra il protagonista e John Lennon.

Il carisma di Al Pacino rimane lo stesso e sempre nuovo, solido e folle ne Il Padrino, iconico in Serpico, malleabile e sfaccettato da L’avvocato del Diavolo a Carlito’s Way, a Ogni maledetta domenica che l’ha da poco piazzato nell’Olimpo di personaggi ispiratori del premier italiano Matteo Renzi.

Lui non smette mai di inventare sfumature e possibilità per i suoi personaggi. Lo faceva quando sono stato allievo di una sua lezione a scuola di recitazione a New York, continua a farlo adesso in tutti i suoi films“- ha dichiarato Chris Messina, attore italo americano di New York, classe 1974, che in Manglerhorn ha interpretato Jacob, e che con Al Pacino ha sfilato nel red carpet del Festival di Venezia.

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Chris Messina, red carpet Manglerhorn, Venezia FF 2014

E’stato un onore recitare con lui, sono cresciuto con i poster sulla parete: Al Pacino, Robert De Niro e Dustin Hoffman sono stati il motivo per cui volevo essere un attore“. Dopo il film con Pacino, infiniti ruoli in serie TV e nel premio Oscar Argo (2012), Messina è diventato anche regista: ha girato nel 2014 il lungometraggio indipendente Alex in Venice: ” Sono felice di averlo fatto, non è stato per dare a me stesso una parte in un film- ha detto a proposito- Ho imparato molto sulla recitazione e sulla regia tanto che saprei portare questa esperienza nel prossimo film, se riceverò mai una parte più importante“.

Mariella Dei

Venezia, Biennale del Cinema 2014

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Al Pacino, red carpet Manglerhorn, Venezia FF 2014

Chris Messina

Chris Messina, red carpet Manglerhorn, Venezia FF 2014