A Pieve a Socana (Ar) una strada per Oriana Fallaci

Posted by on Mar 12, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


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Una strada intitolata ad Oriana Fallaci è stata inaugurata a Pieve a Socana, in Casentino, nel comune di Castel Focognano (AR).  Alla vigilia dell’otto marzo il sindaco Massimiliano Sestini ha tolto il drappo tricolore dalla targa, posta davanti ai giardini vicini alla Pieve romanica sullo sfondo delle colline toscane.

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l’inaugurazione: il giornalista Aligi Cioni, il sindaco Massimiliano Sestini, il sottosegretario Riccardo Nencini, l’assessore Elisa Sassoli

Sulla targa, sotto a nome e cognome, si legge  l’appellativo “scrittore” (e non scrittrice): ” così come Oriana Fallaci voleva essere chiamata, così come è stato scritto per sua volontà nella sua tomba” – ha spiegato l’assessore alla cultura Elisa Sassoli, che ha voluto concretizzare nel paese etrusco in provincia di Arezzo il progetto che non si è realizzato nella città natale della Fallaci. “Credo che Firenze non sia stata coraggiosa. Abbiamo fatto una scelta giusta per onorare la più grande scrittrice italiana, conosciuta in tutto il mondo, una grandissima giornalista che ha anche reinventato il suo mestiere, una giornalista donna, e soprattutto una laica e libera pensatrice, che ha sempre urlato per la libertà, contro il regime nazifascista, contro il regime dei Colonnelli, contro il fondamentalismo islamico. Coerente sempre con se stessa, non ha mai cambiato nè atteggiamento nè tesi. E’ sempre stata Oriana Fallaci”.

Mentre a Firenze  l’opinione pubblica rimane ancora fortemente divisa sul progetto, “a Castel Focognano non solo la Giunta, ma l’intero consiglio comunale ha approvato la proposta all’unanimità – ha aggiunto il sindaco Massimiliano Sestini. “Abbiamo voluto rendere omaggio ad Oriana ed alla sua toscanità. Rappresenta il coraggio- ha sottolineato il sindaco Sestini- una grande intellettuale che non ha avuto paura di pagare il prezzo del suo essere donna con una visione oltre i limiti del proprio tempo“.

Per ricordare l’amica Oriana sono giunti a Pieve a Socana Riccardo Nencini, sottosegretario di Stato, il ricercatore Andrea Pannocchia, il giornalista Aligi Cioni: ” Lei aveva presente la necessità di superare la crisi dei doveri, più che dei diritti“- ha rammentato Cioni, a cui la Fallaci si rivolgeva per avere consigli sulla scrittura. -“Proprio come la libertà: pensava che non fosse tanto un diritto, quanto un dovere. Oggi che ci sarebbe bisogno di riscoprire la stagione dei doveri, il pensiero va subito a lei”.

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Riccardo Nencini ricorda Oriana Fallaci, Pieve a Socana (Ar)

Riccardo Nencini, che alla Fallaci ha dedicato il libro “Morirò in piedi“, ha ripercorso l’ultima giornata passata con lei. Ai ragazzi dell’Istituto comprensivo di Rassina ha raccontato la donna fedele a se stessa e scomoda agli altri, con “una cultura infinita ed un carattere terribile“, cresciuta ispirandosi all’indipendenza delle sorelle Bronte, tagliente ed austera proprio come Jane Eyre. “E’ morta rifiutando i medici, sbucciando patate, quasi cieca”, lei che aveva saputo vedere tutto e più avanti, nella stanza della torre fiorentina che spezza il Corridoio Vasariano degli Uffizi”. Si spense rammentando Farinata degli Uberti, un rinnegato da Firenze come lei si sentiva. Poi a Nencini fece leggere uno scritto che teneva in mano: “Oriana, non puoi scrivere questo di Firenze, ti odieranno, le dissi, e lei mi rispose che non erano parole sue, ma di  Terzani. Uno dei giornalisti da sempre più amati“.

Alla domanda “cosa direbbe oggi del nostro paese Oriana Fallaci”, Aligi Cioni ha risposto: “esattamente quello che diceva da decenni: che stiamo rischiando di diventare, invece che una cittadina europea, una cittadina di Eurabia, come lei la chiamava“.

Mariella Dei

7  marzo 2015, Pieve a Socana (AR)