A Bibbiena con la leggenda della Mea torna il Carnevale più antico d’Italia

Posted by on Feb 11, 2015 in Contemporaneo globale, Territorio e passato | 0 comments


 A Bibbiena (Ar) domenica 15 e martedi 17 febbraio torna il Carnevale Storico più antico d’Italia. E’ la sedicesima edizione che il Comitato presieduto dal 2000 da Daniele Senzi organizza seicento anni dopo la nascita del rito nella corte del Tarlati. “Sono tempi duri, ma sono orgoglioso dei risultati – racconta Senzi: – l’estate scorsa il riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica; il 90% delle associazioni ci supportano nonostante la crisi; ora lavoriamo per avere più giovani e più storia”.

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Il Carnevale storico di Bibbiena, foto d’epoca. www.la-mea.it

 

Basta aprire la pagina del sito http://www.la-mea.it/carnevale-di-bibbiena.html per capire che il Carnevale Storico di Bibbiena dovrebbe appartenere a quelle ricchezze, espressione più alta del genere umano, che l’Unesco riconosce come Patrimonio immateriale. Parlano le immagini, i testi con la storia, le musiche recuperate e interepretate da coro, musici e musicisti. Nato nel 1337 (e certificato come fra i più antichi d’Italia), svanito nei secoli e celebrato a corrente alterna fino a metà Novecento, è nell’anno Duemila che un Comitato, con dedizione e passione, ha riscoperto il Carnevale di Bibbiena, lo ha riportato fra i borghi, le piazze, i palazzi del capoluogo del Casentino dove nacque al tempo dei conti Tarlati. Lo ha anche ricomposto in tutte le sfaccettature musicali, letterarie, performative che sopravvivevano in archivi e in documenti che si erano persi col tempo.

Nel 2015 il rito invernale si ripropone domenica 15 e martedì 17 febbraio.

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la locandina del Carnevale 2015, Bibbiena (AR)

A pochi giorni dall’evento, parla Daniele Senzi, presidente del Comitato del Carnevale Storico e della Rievocazione della Mea (la manifestazione, infatti, conserva la duplice anima di evento storico e di narrazione leggendaria, ha una versione invernale ed una estiva che viene allargata ai turisti). Ha tanto da raccontare dalla prima intervista realizzata con lui nel 2000, quando nacque il Comitato che guidò fin da subito. Al suo vertice è stato riconfermato sedici volte consecutive, in quindici anni l’organizzazione dell’evento si è consolidata ed è fiorita. Senzi ne è il motore: la segue tutto l’anno dietro le quinte con la collaborazione di un solido gruppo familiare. La vive in costume, con la sua veste rosso-bruno da senzale, calato in mezzo alle associazioni, ai cantori, ai figuranti, davanti ai corteggi storici nelle uscite carnescialesche e nelle Giornate Medievali che contano migliaia di presenze. A lui va il merito non solo di aver tolto dal dimenticatoio una tradizione popolare che i decenni dell’industrializzazione avevano rimosso, ma di averla fatta rivivere nel modo giusto e nel significato più profondo nel suo paese e oltre i suoi confini.

Il Carevale storico, in entrambe le stagioni, è un evento “moderno”, divulgato e condiviso in modo multimediale (nel 2013 è stato trasmesso in diretta streaming), comunicante con tutte le espressioni e luoghi della realtà bibbienese attuale, mentre, allo stesso tempo, conserva forti l’anima storica e il sapore tradizionale. La ritualità, anno dopo anno, si è arricchita di nuovi elementi. E anche di riconoscimenti importanti: l’ultimo in ordine di tempo è la medaglia che   lo scorso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito alla “Rievocazione della Mea” 2014 (la prima edizione fu nel 1937, seicento anni dopo la sua narrazione) per il suo “valore culturale e storico“:

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Daniele Senzi, presidente del Comitato del Carnevale Storico di Bibbiena, febbraio 2015

“Quando ricevetti la telefonata dalla Segreteria della Presidenza della Repubblica pensai ad uno scherzo. Chiedevano informazioni sul nostro Carnevale estivo. Poi lo scorso agosto sono arrivate una medaglia ed una lettera del presidente Napolitano che riconoscevano la nostra manifestazione. Una soddisfazione notevole. Ma la più grande rimane quella di vedere il 90% delle associazioni di Bibbiena coinvolte nel Carnevale 2015″ Daniele Senzi.

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il riconoscimento del Presidente della Repubblica alla Rievocazione storica della Mea di Bibbiena- agosto 2014

Daniele Senzi, un grande impegno, ma una splendida soddisfazione… come è andata?

“Io credo che tutto sia sorto dal fatto che dopo un anno e mezzo circa di documentazione con la Regione Toscana siamo stati riconosciuti fra le “Associazioni storicamente vere“. Non so se è stato questo il richiamo, ma mi arrivò una telefonata diretta dalla Segreteria della Presidenza della Repubblica e l’episodio fu quasi comico, perchè non credetti che fosse veramente la Presidenza della Repubblica e risposi: “Suvvia, non faccia scherzi oggi, signora”, al che la mia interlocutrice puntualizzò bonariamente: “Voi Toscani…tutti così: non credete a nulla… ma le assicuro che è vero.” Si qualificò e mi fece domande circa la manifestazione della Mea. Strano, perchè il rito vero e proprio è quello del Martedì Grasso, il Bello Pomo. Ma le detti tutte le indicazioni che voleva e che io potevo dare. Poi i primi giorni di agosto, alla vigilia dell’edizione 2014, la postina mi comunicò che c’era un pacchetto da ritirare. Pensai a qualcosa di non voluto da pagare, e invece mi trovai la medaglia ed una lettera della Presidenza della Repubblica che riconoscevano la nostra manifestazione. Una soddisfazione notevole. Ma la più grande soddisfazione è vedere il 90% delle associazioni e delle realtà attive a Bibbiena coinvolte nell’edizione invernale 2015″.

 Come ci si prepara a questo sedicesimo anno, che cosa è cambiato rispetto al Duemila?

E’ cambiato molto, anche dal lato economico. Sono tempi duri per organizzare qualsiasi cosa. Una volta c’erano sovvenzioni dagli enti pubblici: Provincia, Regione, Comune. Ora rimangono le ditte, che spesso non hanno possibilità economica per poterci sostenere. Comunque cerchiamo di andare avanti nel migliore dei modi. Portiamo avanti il Carnevale, il “Bello Pomo” (il rito del Martedì grasso), La Rievocazione della Mea, i canti del 1500 che abbiamo recuperato. In questi anni ho avuto un Consiglio composto da ottimi rappresentanti e senza loro ben poco avrei potuto fare. Con il Carnevale storico siamo più orientati a rappresentare il rito nel nostro paese. Ma in vari momenti siamo stati invitati in Regione, in tanti carnevali della Toscana, al Carnevale della Montagna di Aosta, e in altri contesti. Siamo comparsi molte volte anche nelle trasmissioni delle tv nazionali: in RAI nella trasmissione di Pupo, e anche da Mike Bongiorno nel 2002. Sempre tutti in costume. Il coinvolgimento più recente è stato su Radio Rai, nella trasmissione domenicale “Mary Poppins” dell’8 febbraio: siamo stati citati fra i Carnevali più importanti d’Italia, assieme a Viareggio, Venezia, Ivrea ed un carnevale della Sicilia”.

Che cosa proporrete domenica e martedì?

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Il rito del Bello Pomo (Bibbiena, Ar): dal 1337 un grande ginepro bruciato in Piazzolina assicura ogni Martedi grasso il buon auspicio per l’anno in corso. Foto archivio Carnevale Storico www.la-mea.it

“Le novità sono molte: c’è un gruppo bravissimo che si chiama “Annata Novantanove” che si aggiorna viaggiando e visitando le altre manifestazioni storiche in Italia, traendone ispirazione. Quest’anno ha pensato di proporre il tema della Taverna. Il percorso è stato allestito da otto associazioni di Bibbiena; in ogni locale si potrà vivere un aspetto tipico del Medioevo, dal cibo, alla musica, all’intrattenimento, ai personaggi caratteristici. Siamo stati attenti anche alle pietanze: non vi troverete traccia di pomodori o patate, che nel milletrecento qui non c’erano ancora. Abbiamo puntato di più sulla tradizione, sull’inverno. Turisticamente siamo proiettati già sull’evento estivo. L’importante è che ci assista il tempo e di non saltare mai l’uscita del Carnevale prima del Bello Pomo: bruciato il ginepro, tutto finisce”.

Come vorrebbe vedere, nei prossimi sedici anni, il Carnevale Storico: cosa vorrebbe che venisse cambiato, cosa ampliato e realizzato?

“Vorrei che i nostri giovani potessero proseguire la nostra attività. Ora abbiamo anche il gruppo “Noi che… Bibbiena” , oltre ad “Annata Novantanove”, e su loro conto veramente. Spero ci possano credere. Sono impegnati in tante cose, fanno molto per il paese, ma spero che questa tradizione possano sentirla sempre e molto di più delle altre. Perchè è la più importante. Ci pensi: che cosa abbiamo avuto? Di Bibbiena si è raccontato sempre pagine di guerra, da Campaldino in poi. Abbiamo avuto il Cardinal Dovizi, il Cardinal Bibbiena, ma sono nati e sono andati via. E così tanti altri. Dal governo della Repubblica di Firenze in poi è diventato solo un piccolo paese. Il vanto locale è il nostro Carnevale. E’ il più antico, ed è datato. Nasce esattamente nel 1337. Lo abbiamo documentato in un libro che abbiamo ristampato di recente: raccoglie le ricerche fatte insieme a Giorgio Innocenti, che ritengo il massimo conoscitore della storia di Bibbiena. Dopo di noi c’è un Carnevale nato in un castello della Valdaosta nel 1350, e quello di Ivrea, nato attorno al 1370.  Sarà sincero: mi piacerebbe vedere ancora più storia nel Carnevale”.

Mariella Dei

Bibbiena (AR), 11 febbraio 2015

GUARDA IL VIDEO: BIBBIENA, CARNEVALE STORICO 2015